La Pedemontana non passerà più in 13 Comuni della Bergamasca

LA DECISIONE. In tutto sono 21 i Comuni esclusi dalla tratta D dell’infrastruttura con l’adeguamento del Piano del Territorio Regionale.

Bergamo

Ventuno Comuni lombardi saranno interessati dall’eliminazione della «tratta D» storica dell’autostrada Pedemontana e quindi non saranno più tenuti a inserirla nel proprio Pgt. La modifica è stata approvata lunedì 20 aprile dalla giunta di Regione Lombardia con un adeguamento del Piano Territoriale Regionale, su proposta dell’assessore al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi di concerto con l’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche Claudia Maria Terzi.

L’elenco dei Comuni esclusi dalla Pedemontana

Questo l’elenco dei 21 Comuni esclusi dalla tratta D lunga: Boltiere, Bonate Sopra, Bonate Sotto, Bottanuco, Brembate, Capriate San Gervasio, Chignolo d’Isola, Filago, Madone, Osio Sopra, Osio Sotto, Suisio, Terno d’Isola (Bergamo); Trezzo sull’Adda (Milano); Aicurzio, Bellusco, Bernareggio, Carnate, Cornate d’Adda, Mezzago, Sulbiate (Monza Brianza);

«Sviluppo e attenzione alle comunità locali»

Un passaggio, spiega in una nota la Regione, «che consente di aggiornare gli strumenti di pianificazione alla luce dell’evoluzione progettuale dell’infrastruttura, superando previsioni non più in linea con le esigenze dei territori». «È una scelta di buonsenso - ha commentato Comazzi - che tiene insieme sviluppo infrastrutturale e attenzione alle comunità locali. Abbiamo ascoltato i territori e recepito le loro richieste, superando un tracciato che non era più in linea con le esigenze emerse nel tempo».

«Il provvedimento approvato - evidenzia l’assessore Terzi - recepisce nel Ptr la decadenza dei vincoli che riguardano le aree interessate dalla cosiddetta Tratta D lunga di Pedemontana, come conseguenza dell’approvazione del progetto definitivo della variante alla Tratta D breve. Una notizia significativa sia per i soggetti privati sia per gli Enti locali dei territori coinvolti in provincia di Monza e Brianza e in provincia di Bergamo, i quali potranno tornare a disporre delle proprie aree».

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