Autunno Baltico, il foliage tra le foreste orientali di Lituania e Lettonia

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(di Mirco Paganelli) (ANSA) - VILNIUS, 26 OTT - Nell'autunno baltico l'aria frizzante delle foreste si mescola a un oceano di rame e di oro.
Fuori stagione, quando l'affollamento estivo sfuma, l'angolo nord-est d'Europa offre un'esperienza intima in cui la luce tagliente illumina sentieri escursionistici svuotati e una costellazione di laghi silenti. Un itinerario che richiede una certa dose d'adattamento, visto che in alcune mete turistiche, come a Palūšė, diverse strutture chiudono a settembre. A Ignalina e Anykščiai può essere un'impresa noleggiare una bicicletta o trovare un ristorante aperto nei feriali, ma lo spettacolo naturale ripaga di ogni sforzo.
La Lituania è il 'Paese dei pini' (un albero su tre appartiene a questa specie) e la connessione tra il suo popolo e l'ambiente si intuisce dalla cura dei giardini privati. Nella sconfinata campagna collinare, ogni casa tradizionale in legno sembra sfidare quella vicina in garden-design.
Per assaporare l'autunno lituano, il Parco Nazionale dell'Aukštaitija è una tappa obbligata, con il suo labirinto d'acqua e di foreste. Tra gli itinerari consigliati, spicca una facile camminata di 10 chilometri dal mulino ad acqua di Ginučiai (ce ne sono diversi nella zona), passando per la collina di Ladakalnis, uno dei siti archeologici più importanti del Paese con gli antichi tumuli fortificati. Per gli amanti della bici, la ciclabile da Palūšė al villaggio tradizionale di Salos offre affascinanti passaggi lungolago in un anello di 25 chilometri con dislivelli di media difficoltà. Fuori tema: a breve distanza sorge la centrale nucleare dismessa di Ignalina (struttura gemella di Chernobyl). Le visite guidate al reattore sono estremamente richieste e da prenotare con largo anticipo.
Per ammirare il foliage nel periodo in cui il gelo invernale può piombare all'improvviso, un punto di osservazione privilegiato è il Medžių lajų takas, un camminamento sopraelevato nei boschi di Anykščiai che fende le chiome degli alberi. Da qui parte un suggestivo tracciato di 5 chilometri (solo andata) che costeggia il fiume Šventoji. La natura, da queste parti, è custode delle origini, come dimostra Kernavė dove una passeggiata tra le alture millenarie Patrimonio Unesco è un viaggio agli albori della società baltica. Qui ogni estate migliaia di persone si ritrovano per rievocare gli antichi riti pagani.
Dalle radici al futuro delle grandi città. Kaunas e Vilnius sono al centro di diffusi cantieri di rigenerazione urbana e stanno per sorgervi interi quartieri hi-tech dedicati all'industria digitale. A Kaunas, capitale provvisoria negli anni Venti e Trenta, l'eleganza dell'architettura modernista si fonde con la vita placida dei viali alberati. La metamorfosi urbanistica sta riplasmando il lungofiume e l'isola sul fiume Nemunas con nuovi spazi di aggregazione.
Il Barocco di Vilnius è invece 'assediato' dalla foresta che nella capitale penetra fino al centro storico con la Collina delle Tre Croci. Dallo struscio urbano si passa in un baleno a percorsi escursionistici che seguono il fiume Vilnia fino al quartiere bohémien di Užupis che nel 1997 si dichiarò paradossalmente Repubblica indipendente.
L'itinerario si conclude oltre confine, nel Parco Naturale Daugavas Loki che regala cammini spettacolari lungo le vaste anse del Daugava, ammirabili salendo sulle torri di osservazione in legno. Questo è il cuore russofono della Lettonia, dove la bellezza paesaggistica si scontra con le tensioni geopolitiche.
A una manciata di chilometri, inghiottito dalla fitta linea degli alberi, corre il confine bielorusso. È l'eterno contrasto di queste terre: la precarietà delle vicende umane sorvegliata dalla solenne indifferenza dei boschi. (ANSA).

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