BepiColombo ha iniziato l'avvicinamento finale a Mercurio

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La missione BepiColombo è ufficialmente entrata nella fase di avvicinamento finale a Mercurio: è stato infatti captato il segnale che conferma l'avvenuta separazione del modulo di trasferimento (Mtm) dai due orbiter Mpo (Mercury Planetary Orbiter) e Mio (Mercury Magnetospheric Orbiter), che ora continueranno il loro viaggio verso il pianeta più interno del Sistema solare per inserirsi nella sua orbita a novembre. Lo rende noto l'Agenzia spaziale europea (Esa), che guida la missione in collaborazione con l'omologa giapponese Jaxa.

La sequenza automatica di separazione a bordo di BepiColombo è iniziata come previsto alle 14 ora italiana del 3 settembre. Il modulo Mtm, che per quasi otto anni ha spinto la missione grazie ai suoi propulsori ionici, si è separato dagli orbiter scientifici. A dare il via alla separazione è stato lo sblocco del meccanismo di vincolo meccanico che teneva uniti i moduli: subito dopo le molle di separazione hanno impresso all’Mtm una spinta gentile per allontanarlo. Ora l’ Mtm prosegue lungo una traiettoria di deriva , senza interferire con quelle che saranno le attività scientifiche degli orbiter.

Il team di controllo missione presso il Centro europeo per le operazioni spaziali (Esoc), a Darmstadt, ha analizzato l’ultima telemetria ricevuta durante l’esecuzione della sequenza: tutto risultava nominale. Poco dopo è stato rilevato il segnale Doppler preliminare della separazione di BepiColombo. I primi dati di tracciamento erano coerenti con la sequenza di separazione prevista. Per la conferma definitiva , però, si è dovuta attende l'acquisizione del segnale avvenuta alle 15:53 grazie alle antenne della rete Estrack dell'Esa.

La prossima tappa della missione è prevista per il 21 novembre , quando gli orbite r Mpo e Mio , ancora uniti, si inseriranno nell'orbita di Mercurio . Intorno al 9-10 dicembre si separeranno per operare come osservatori indipendenti e complementari. Sarà soltanto dopo le successive attività di preparazione e verifica degli strumenti che, nell’aprile 2027, potrà iniziare la fase scientifica della missione.

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