Braccio di ferro sull'Antropocene, la bocciatura fu irregolare
Si riaccende il braccio di ferro sull' Antropocene : nel 2024 l'Unione Internazionale delle Scienze Geologiche bocciò la proposta di introdurre una nuova era geologica chiamata Antropocene, presentata da più gruppi di ricerca , ma ora sulla rivista Earth's Future un articolo coordinato da Georg Schäfer, dell'Istituto Max Planck di Geoantropologia in Germania, denuncia una mancanza di trasparenza e procedure irregolari in quella votazione.
Il concetto di Antropocene era stato proposto per definire l' epoca attuale, ossia quella in cui l' umanità ha iniziato a esercitare una profonda influenza su tutti gli aspetti del nostro pianeta , anche a livello geologico con segni 'impressi' per sempre, ad esempio, dalle tracce nei sedimenti dovuti ai test atomici , microplastiche e altri inquinanti .
Quel termine ha trovato grande diffusione e, dopo anni di ricerche, era stato chiesto all'Iugs di riconoscere ufficialmente per definire un'era geologica iniziata a partire da 11.700 anni fa , con la fine dell'ultima glaciazione e la diffusione dell'agricoltura . Proposta che, dopo un lungo dibattito interno, bocciata con 12 contrari e 4 favorevoli.
Ora l'articolo di Schäfer riaccende la questione perché viene messa in dubbio la legittimità della decisione dell'Iugs: "La nostra preoccupazione principale non riguarda il rifiuto in sé. Una proposta può essere legittimamente respinta. Il problema - osserva il ricercatore - è che non è mai stata pubblicata un' adeguata giustificazione scientifica e che gravi accuse relative a incongruenze procedurali sono rimaste prive di risposta". Secondo gli autori dell'articolo non è stato dato modo ai proponenti di replicare alle osservazioni fatte dall'Iugs e la maggioranza dei voti espressi risultava non valida secondo il regolamento dell'ente.
"La proposta di istituire l'epoca dell'Antropocene richiede trasparenza e legittimità procedurale", ha aggiunto Jürgen Renn, direttore dell'Istituto Max Planck di Geoantropologia. "Se le decisioni riguardanti una crisi planetaria indotta dall'uomo - ha aggiunto - possono essere prese a porte chiuse, occultando documenti fondamentali e diffondendo comunicazioni vaghe o contraddittorie, ne risulta indebolita la capacità delle geoscienze di orientare la comprensione pubblica dei cambiamenti del sistema Terra".
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