Cellule immunitarie finora sconosciute utili per i futuri vaccini antiinfluenzali

Lettura 1 min.

Cellule immunitarie nascoste nei polmoni , finora quasi sconosciute , potrebbero essere la chiave per rendere più efficienti i vaccini contro l ’influenza . Lo indica lo studio guidato da Minsoo Kim, dell'Università di Rochester nel Regno Unito, e pubblicato sulla rivista Nature Immunology. La particolarità di queste cellule sfuggenti è la loro capacità di memorizzare le infezioni passate .

Ad oggi i vaccini contro l’influenza funzionano molto bene soprattutto nel ridurre l’aggressività di queste infezioni, tuttavia, hanno una memoria corta ’, ossia la risposta immunitaria per uno specifico virus dura per poco tempo . Ad agire come prima linea della difesa dei polmoni sono soprattutto alcune cellule immunitarie dette cellule T .

"Queste cellule si trovano proprio dove inizia l'infezione , quindi possono reagire immediatamente e contribuire a limitare la diffusione virale ", ha osservato Kim. Proprio queste cellule T sono il tipico obiettivo dei vaccini contro l'nfluenza , ma oraemerge che un ruolo fondamentale nella memoria immunitaria è ricoperto anche da cellule meno note , chiamate monociti a lunga vita .

Analizzandone il comportamento, i ricercatori hanno scoperto che in caso di infezioni queste cellule  possono attivarsi producendo la proteina chiamata galectina-1 , che aiuta a riattivare e a sostenere le cellule T più adatte a rispondere alla specifica infezione.

La scoperta potrebbe portare in futuro a concentrare gli sforzi sui vaccini verso questi inattesi attivatori, una sorta di direttori nascosti dell’attività immunitaria. Secondo gli autori della ricerca, i futuri vaccini contro l'influenza potrebbero includere non solo le istruzioni per migliorare l’efficacia delle cellule T, come si fa oggi, ma anche la proteina galectina-1, capace di risvegliare in modo preciso specifiche popolazioni dormienti di cellule T.

© RIPRODUZIONE RISERVATA