Cellule immunitarie finora sconosciute utili per i futuri vaccini antiinfluenzali
Cellule immunitarie nascoste nei polmoni , finora quasi sconosciute , potrebbero essere la chiave per rendere più efficienti i vaccini contro l ’influenza . Lo indica lo studio guidato da Minsoo Kim, dell'Università di Rochester nel Regno Unito, e pubblicato sulla rivista Nature Immunology. La particolarità di queste cellule sfuggenti è la loro capacità di memorizzare le infezioni passate .
Ad oggi i vaccini contro l’influenza funzionano molto bene soprattutto nel ridurre l’aggressività di queste infezioni, tuttavia, hanno una memoria ‘ corta ’, ossia la risposta immunitaria per uno specifico virus dura per poco tempo . Ad agire come prima linea della difesa dei polmoni sono soprattutto alcune cellule immunitarie dette cellule T .
"Queste cellule si trovano proprio dove inizia l'infezione , quindi possono reagire immediatamente e contribuire a limitare la diffusione virale ", ha osservato Kim. Proprio queste cellule T sono il tipico obiettivo dei vaccini contro l'nfluenza , ma oraemerge che un ruolo fondamentale nella memoria immunitaria è ricoperto anche da cellule meno note , chiamate monociti a lunga vita .
Analizzandone il comportamento, i ricercatori hanno scoperto che in caso di infezioni queste cellule possono attivarsi producendo la proteina chiamata galectina-1 , che aiuta a riattivare e a sostenere le cellule T più adatte a rispondere alla specifica infezione.
La scoperta potrebbe portare in futuro a concentrare gli sforzi sui vaccini verso questi inattesi attivatori, una sorta di direttori nascosti dell’attività immunitaria. Secondo gli autori della ricerca, i futuri vaccini contro l'influenza potrebbero includere non solo le istruzioni per migliorare l’efficacia delle cellule T, come si fa oggi, ma anche la proteina galectina-1, capace di risvegliare in modo preciso specifiche popolazioni dormienti di cellule T.
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