Clima sempre più instabile, 7 parametri su 16 a livelli record

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Il clima globale sta diventando sempre più instabile : dei 16 parametri usati per monitorare i segni vitali della Terra, 7 hanno ormai raggiunto livelli record, e altri mostrano un andamento preoccupante . È la situazione tratteggiata dal Rapporto sullo stato del clima 2026 , arrivato al suo settimo aggiornamento e pubblicato sulla rivista BioScience. Il rapporto è stilato da una coalizione internazionale di scienziati del clima, guidata da William Ripple della Oregon State University e Christopher Wolf dell'organizzazione di ricerca statunitense Tera. Dal documento emergono, però, anche segnali positivi : le fonti di energia rinnovabile ora forniscono il 43% dell' elettricità globale e, per la prima volta, hanno superato il carbone, segnando un punto di svolta storico.

Tra gli indicatori arrivati a valori estremi c'è la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera, che a maggio 2026 ha superato le 428 parti per milione : il livello più elevato degli ultimi 2 milioni di anni . Anche il ritmo del riscaldamento globale sta accelerando : è passato da 0,19 gradi per decennio nel periodo tra il 1970 e il 2010 , a circa 0,36 gradi per decade da allora . Come conseguenza, lo spessore e la massa dei ghiacciai sono scesi a livelli minimi record , mentre gli oceani continuano ad assorbire la stragrande maggioranza del calore in eccesso generato dalle emissioni di gas serra.

Il cambiamento climatico sta poi aumentando il rischio di incendi boschivi , che nel 2025 hanno ridotto la copertura forestale di 10,8 milioni di ettari : è il terzo dato più alto mai registrato , pari a più di un terzo della superficie dell' Italia . Sempre nel 2025 il consumo di combustibili fossili è aumentato dello 0,9% e, per la prima volta, le emissioni annuali di CO2 legate all'e nergia hanno superato 41 miliardi di tonnellate . Continua a crescere, infine, lo squilibrio energetico della Terra, dato dalla differenza tra la quantità di energia solare che il pianeta assorbe e quella che irradia nuovamente nello spazio. Secondo alcuni studi, il recente aumento potrebbe essere legato a cambiamenti nella circolazione associati a El Niño.

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