Così il tumore alla prostata sfugge all'immunoterapia

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E' a firma italiana lo studio che ha scoperto come il tumore alla prostata riesce a sfuggire all'immunoterapia , aprendo a nuove possibilità terapeutiche per i pazienti colpiti dalle forme più aggressive . La ricerca, pubblicata sulla rivista Journal of Experimental & Clinical Cancer Research Article e coordinata dall'Istituto di Farmacologia Traslazionale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IFT) in collaborazione con Università degli Studi Link, IRCCS LIFE Santa Lucia, Sapienza Università di Roma e Policlinico Umberto I, individua nel sangue dei pazienti le molecole responsabili del blocco immunitario e dimostra la possibilità di disinnescarle in laboratorio.

"Questo tumore - spiega Giuseppina Catanzaro, dell’Università degli Studi Link Campus University di Roma - rilascia nel sangue delle vescicole extracellulari , cioè delle minuscole bolle, cariche di due specifici microRNA , chiamati miR-302a-5p e miR-367-3p, in grado di spegnere l'attività dei macrofagi, ossia delle cellule del sistema immunitario che dovrebbero attaccare il cancro”. Un processo che trasforma la neoplasia in un tumore "freddo", invisibile e non attaccabile dalle difese dell'organismo.

Analizzando il sangue di quasi 80 pazienti sottoposti ad accertamenti per sospetto tumore prostatico, i ricercatori hanno identificato il processo biologico utilizzato per programmare i macrofagi a favorire la diffusione della malattia. Non solo: i n laboratorio , attraverso l'uso della tecnologia geneticamente avanzata LNA (Locked Nucleic Acid), il team è riuscito a bloccare queste due molecole e a riaccendere l'azione anti-tumorale dei macrofagi.

Lo studio ha, infine, identificato il “ tragitto” del segnale: "le cellule tumorali prostatiche - sottolinea Valerio Chiurchiù, primo ricercatore dell’Istituto di Farmacologia Traslazionale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IFT) - rilasciano vescicole extracellulari ricche di questi microRNA che vengono assorbite dai macrofagi e ne modificano il comportamento. Inibendole riportiamo i macrofagi a combattere il cancro".

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