Così la pelle distingue il caldo dal freddo
Il sistema nervoso utilizza un 'unica popolazione cellulare per distinguere il caldo dal freddo . E' quanto emerge da uno studio pubblicato su Neuron dai ricercatori del Max Delbrück Center che mette in discussione una t eoria consolidata sulla percezione termica aprendo a nuovi spunti per la ricerca su dolore e disturbi sensoriali.
"Invece di affidarsi a sensori separati per il caldo e il fresco - afferma Clarissa Whitmire , coautrice assieme a Phillip Bokiniec della ricerca - la maggior parte delle cellule nervose sensibili alla temperatura si attiva in risposta al raffreddamento , riducendo semplicemente la propria attività quando la pelle si riscalda ". In pratica cellule reagiscono alla temperatura effettiva della pelle, anziché limitarsi a rilevare l'entità della variazione termica. Non solo: "Gli scienziati conoscono l' esistenza di questi neuroni da anni - aggiunge Poulet - ma si riteneva fossero relativamente rari . E' invece emerso che costituiscono la maggior parte delle cellule deputate alla percezione della temperatura".
Per monitorare il funzionamento di queste cellule i ricercatori hanno utilizzando t ecniche avanzate di imaging su topi registrando l'attività dei singoli neuroni mentre venivano riscaldate e raffreddate le zampe degli animali. Il team ha, poi , bloccato la proteina TRPM8, nota da tempo come principale sensore dell'organismo per il rilevamento delle temperature fredde . Dati alla mano è risultato che un singolo sensore molecolare è in grado di generare segnali sia per il freddo che per il caldo.
La percezione della temperatura è fondamentale per la vita quotidiana, ma risulta alterata in molte condizioni mediche , tra cui il dolore neuropatico , la neuropatia diabetica , i danni ai nervi indotti dalla chemioterapia e i disturbi che causano un' anomala sensibilità al freddo . "Comprenderne il funzionamento - conclude Whitmire - è un prerequisito per capire cosa si altera in presenza di patologie".
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