Dall'eredità di Avogadro la nuova visione molecolare della materia
Se oggi è scontato sapere che il mondo è fatto di atomi e molecole , questa consapevolezza è stata il punto di arrivo di una lunghissima strada nella quale ha giocato un ruolo fondamentale l' ipotesi di Amedeo Avogadro , pubblicata nel 1811 e pienamente accettata dalla comunità scientifica solo nel 1860 grazie a Stanislao Cannizzaro. A ricostruire questo lungo percorso è il convegno organizzato dall'Accademia Nazionale dei Lincei per celebrare i 250 anni dalla nascita di Avogadro e i 200 anni dalla nascita di Cannizzaro.
Stabilendo che 'volumi uguali di gas diversi, nelle stesse condizioni di pressione e temperatura, contengono lo stesso numero di molecole', l 'ipotesi di Avogadro ha avuto il merito di trasformare l'atomo da ipotesi concettuale a unità fondamentale della materia . E' stato, cioè, il primo passo per distinguere tra atomi e molecole , con ricadute che oggi investono numerosi campi scientifici, dalla chimica alla biologia , fino alla scienza dei materiali e alla possibilità di osservare e controllare singoli sistemi quantistici in laboratorio.
A ripercorrere la storia lunga e non facile che ha portato all'attuale concezione degli atomi è stato nel convegno il Nobel Giorgio Parisi. Il punto di partenza è stato, nel 1738 , il trattato di idrodinamica di Daniel Bernoulli, ma solo nel 1910 i tanti metodi di misura che nel frattempo erano stati messi a punto hanno convinto tutti dell'effettiva esistenza degli atomi.
Per Enrico Massa, dell'Istituto nazionale di ricerca metrologica (Inrim), la determinazione del numero di Avogadro ha affascinato generazioni di scienziati, costituendo una delle sfide più rilevanti della scienza della misura moderna. Nel corso del tempo, sono state sviluppate numerose e ingegnose tecniche di misura, che hanno progressivamente contribuito alla riduzione dell'incertezza associata alla sua determinazione.
Poter vedere gli atomi ha inoltre aperto la strada allo sviluppo di farmaci , ha osservato Alessia Bacchi dell'Università di Parma, e attualmente la nuova visione molecolare del mondo influenza tutta la scienza moderna, fino ai nuovi materiali porosi la cui scoperta è stata premiata con il Nobel per la Chimica 2025, come ha rilevato Silvia Bordiga dell'Università di Torino.
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