Entro il 2027 operative le prime 68 stazioni del radiotelescopio Ska-Low

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Entro il 2027 saranno operative 68 delle oltre 500 stazioni di antenne di Ska-Low , il più potente radiotelescopio al mondo in via di realizzazione in Australia: una ‘macchina del tempo’ che ci permetterà di studiare l’origine dell’universo . A dirlo in occasione della Riunione Nazionale di Elettromagnetismo (Rinem) in corso a L’Aquila è l’italiano Lucio Tirone, ingegnere responsabile dell’assemblaggio, integrazione e verifica dell’ Osservatorio Square Kilometre Array , l’enorme strumento che una volta completato avrà un 'apertura totale di un chilometro quadrato .

“Entro la fine del prossimo anno – ha detto Tirone – avremo completato l’installazione di 68 stazioni, ognuna composta a sua volta da 256 antenne fisse , e saremo così il più grande radiotelescopio al mondo. Non potremo ancora fare scienza ma potremo iniziare a fare quella che chiamiamo ' science validation ', cioè la validazione scientifica con dati veri che verranno utilizzati dagli astrofisici per fare sperimentazioni e validare lo strumento".

Nel suo incontro alla Rinem di L’Aquila Tirone ha fatto il punto sull’avanzamento di questa enorme struttura scientifica che vede l’Italia tra i protagonisti sia a livello scientifico, in particolare attraverso l'Istituto Nazionale di Astrofisica Inaf, che a livello industriale con al partecipazione alla realizzazione delle oltre 130mila antenne che costituiranno l’intero osservatorio. Ska-Low, in Australia, è uno dei 2 elementi dell’intero Ska che vede anche un secondo grande elemento in costruzione in Sud Africa, ed è composto antenne radio fisse che senza alcun elemento meccanico sarà in grado di osservare fino a 38 oggetti diversi nel cielo contemporaneamente.

“E' uno strumento che impone tantissime sfide tecnologiche a partire dall’analisi dell’ enorme mole di dati, fino a 7 Terabyte al secondo , che devono essere sincronizzati e trasferiti per centinaia di chilometri di distanza”, ha detto Tirone. Il tutto in un ambiente estremo, l’ outback australiano con escursioni termiche estreme (da meno di -5 °C a oltre 50 °C ), in cui è vietata qualsiasi interferenza elettromagnetica compresi i telefoni cellulari e a centinaia di chilometri dal più vicino centro abitato .

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