>>>ANSA/ La Luna parla europeo, per l'Italia un ruolo in prima fila
(dell'inviata Sabina Rosset) (ANSA) - NOORDWIJK AAN ZEE, 13 LUG - Porta il marchio della Nasa, è partita dalla Florida su un gigantesco razzo americano e aveva a bordo tre astronauti statunitensi — Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch — oltre al canadese Jeremy Hansen. Ma Artemis II non avrebbe potuto sorvolare il lato nascosto della Luna e tornare sulla Terra senza la partnership con l'Europa. È il messaggio portato dall'equipaggio all'Estec, il centro di ricerca dell'Agenzia spaziale europea a Noordwijk, nei Paesi Bassi. "Non andiamo sulla Luna senza il team dell'Esa e i nostri partner europei", ha sintetizzato Howard Hu, responsabile del programma Orion della Nasa.
Il contributo europeo è parte integrante della navicella: Orion è composta dal modulo dell'equipaggio e dall'Esm, il Modulo di servizio europeo che fornisce propulsione, energia e supporto vitale. Artemis II, primo volo con equipaggio del programma, è partita il primo aprile ed è ammarata nel Pacifico l'11 aprile. Nel punto più lontano i quattro astronauti hanno raggiunto circa 407 mila chilometri dalla Terra, superando il record di Apollo 13 e diventando gli esseri umani che si sono spinti più lontano dal nostro pianeta. All'Estec hanno raccontato quanto l'Esm sia stato decisivo.
Il comandante Wiseman ha ricordato l'attesa, pochi minuti dopo il decollo, del segnale che ne confermava l'attivazione: senza quel sistema sarebbe scattato l'aborto automatico. Glover, pilota della missione, ha detto che il modulo "volava come un sogno", persino meglio di quanto previsto dopo tre anni di simulazioni. Koch ha sottolineato che quasi tutti i dati di telemetria osservati dall'equipaggio provenivano dall'Esm.
L'accensione che ha proiettato Orion verso la Luna è stata tanto precisa da rendere inutili due successive correzioni di traiettoria. Dietro il risultato ci sono tredici Paesi dell'Esa e oltre cento realtà industriali.
L'Italia ha un ruolo di primo piano. Sara Pastor, responsabile del gruppo dei progetti lunari dell'Esa, ha spiegato all'ANSA che Thales Alenia Space partecipa alla struttura del modulo, al controllo termico e ai sistemi per acqua, ossigeno e azoto. Leonardo realizza i pannelli fotovoltaici e le unità che distribuiscono l'energia a bordo. La tappa successiva sarà Artemis III, prevista nel 2027, con l'italiano Luca Parmitano selezionato come pilota, insieme a Randy Bresnik, Frank Rubio e Andre Douglas: per la prima volta un astronauta dell'Esa sarà pilota di una missione Artemis: "un passo storico per l'Europa", ha detto il direttore generale dell'Agenzia, Josef Aschbacher. Artemis III non porterà ancora astronauti sulla superficie lunare, ma testerà l'incontro e l'attracco con i sistemi di allunaggio di SpaceX e Blue Origin, preparando il successivo ritorno sulla Luna. L'Esm-3 è già al Kennedy Space Center per gli ultimi test.
Per Parmitano sarà il passaggio di testimone dall'equipaggio di Artemis II. "Non siete entusiasti quanto noi quattro nel vedere Luca, Randy, Frank e Andre volare con Artemis III", ha assicurato Wiseman. L'allunaggio è affidato ad Artemis IV, previsto nel 2028. "Stiamo lavorando per poter avere un europeo sulla superficie lunare", ha detto Pastor, sottolineando che Parmitano sarà "fondamentale per preparare l'allunaggio". Dalla distanza dalla Terra, Hansen ha tratto invece il messaggio più politico della giornata: dallo spazio dominano il blu degli oceani e le nubi cancellano i confini. Lassù "non pensavo più a un Paese, pensavo soltanto a un pianeta". "Quando oggi guardo le notizie penso: 'È semplicemente sbagliato. Non possiamo continuare a spendere energie per distruggere'". (ANSA).
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