Il motore dei nubifragi nell'energia accumulata con il caldo
E' nell' energia che si è accumulata con il calore intenso di due mesi torridi , il motore dei temporali improvvisi e intensi innescati dall'arrivo della prima grande perturbazione di fine estate. Sono fenomeni locali e di breve durata ma capaci di provocare danni importanti, come sta avvenendo in molte località italiane, e che possono essere ulteriormente amplificati dal calore delle città, accumulato più facilmente da cemento e asfalto.
Le piogge di questi giorni fanno parte di "una situazione meteorologica relativa alla normale transizione dall'estate all'autunno : è una classica perturbazione di fine estate , nulla di eccezionale, ma avviene in presenza di un prolungato periodo di temperature significativamente sopra la media, che hanno determinato il riscaldamento dell' acqua in superficie nel Mediterraneo e il conseguente accumulo di umidità nell'atmosfera", osserva Dino Zardi, professore di Fisica dell'atmosfera all'Università di Trento. "In presenza di questi ingredienti - prosegue - le perturbazioni in arrivo danno luogo al sollevamento di masse di aria umida e calda , che condensano e precipitano in modo abbondante".
Temporali intensi a valle di un'estate caldissima erano attesi anche per Annalisa Bernardino, docente di Fisica dell'atmosfera alla Sapienza Università di Roma: " nell' estate più calda registrata finora è stata immagazzinata nell'atmosfera una quantità di energia molto grande e che deve essere dissipata con fenomeni intesi e rapidi e precipitazioni molto forti e localizzate". La massa di aria fredda in arrivo sull'Italia si è scontrata con la massa d'aria asciutta sul Mediterraneo centrale e "lo scontro fra masse d'aria con caratteristiche diverse fa sì che lungo il fronte freddo si manifestino questi fenomeni localizzati e improvvisi, difficili da prevedere", osserva l'esperta.
Se le piogge violente arrivano improvvise e spesso durano poco, si deve a una combinazione di fattori , come "lo scontro fra masse d'aria con caratteristiche diverse, le caratteristiche del suolo". Per questo, prosegue Bernardino, i fenomeni temporaleschi possono avvenire in modo intenso nelle città , dove asfalto e cemento rilasciano calore".
Probabilmente è solo il primo segnale di un autunno che si annuncia instabile: "considerando le caratteristiche del periodo che stiamo vivendo, attendiamo eventi estremi sempre più persistenti", dice Bernardino. Non si esclude che a intervallarli, osserva Zardi, siano ancora giornate con temperature sopra la media del periodo, come quelle attese dopo il passaggio di questa perturbazione e prima dell'arrivo della prossima, intorno al 17 settembre.
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