Il ritratto più fedele di Io, la luna più interna di Giove
La sonda Juno della Nasa, lanciata nell'agosto 2011, ha permesso di tracciare il ritratto finora più dettagliato di Io, la luna più interna di Giove e il corpo celeste con più vulcani attivi dell'intero Sistema Solare. Per la prima volta, la sonda è riuscita a misurare le temperature al di sotto della superficie , rilevando la presenza di calore in risalita . È quanto emerge dallo studio guidato dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa e pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Planets, che apre nuove possibilità per osservare pianeti e lune anche al di fuori del Sistema Solare .
Per le misurazioni, Juno ha usato lo strumento chiamato ' radiometro a microonde ', progettato per poter osservare in profondità la densa atmosfera di Giove. Questo strumento, dotato di sei antenne di dimensioni diverse montate sui lati della sonda, opera su un ampio intervallo di lunghezze d'onda, da 1,3 a 51 centimetri. I ricercatori guidati da Shannon Brown hanno utilizzato i dati raccolti durante due sorvoli di Io : quello del 30 dicembre 2023 e quello avvenuto il 3 febbraio 2024 . In entrambi i casi, Juno è arrivata a una distanza di circa 1.500 chilometri dalla superficie della luna ed è riuscita a scrutare fino a qualche metro di profondità.
"Abbiamo riscontrato un aumento della temperatura di oltre 4 gradi già a pochi centimetri di profondità ", afferma Brown. Per spiegare questo aumento così repentino, gli autori dello studio avanzano due ipotesi : la prima suggerisce che Io possieda una crosta che consente al calore di risalire costantemente verso la superficie, mentre la seconda ipotizza che sia presente un flusso di lava sotterraneo, intrappolato tra i 9 e gli 11 metri , che interessa in ogni momento circa il 10% della superficie .
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