In arrivo l'Atlante delle migrazioni animali per contrastare estinzioni

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(ANSA) - VASTO, 13 OTT - Completare entro un anno il primo Atlante mondiale delle migrazioni animali, con migliaia di rotte in mare, in terra e in cielo, utile ad armonizzare le normative ambientali dei Paesi di attraversamento consentendo di individuare i fattori di rischio, dalle infrastrutture energetiche a quelle dei trasporti e produttive. E' partita dall'Abruzzo la sfida mondiale per la tutela delle migrazioni, con un summit internazionale svoltosi a Vasto: a confronto una trentina di esperti mondiali, sotto l'egida della Convenzione sulla conservazione delle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica (CMS), organismo nato con il Trattato delle Nazioni Unite sottoscritto il 23 giugno 1979 per tutelare gli animali migratori terrestri, marini e volatili lungo l'intero areale di distribuzione.
E' stato lanciato l'allarme sul cambiamento climatico, con l'aumento della temperatura delle acque che condiziona le rotte migratorie degli animali marini. "Da quando fu sottoscritta la convenzione di Bonn gli animali migratori si sono confrontati con problemi molto gravi - ha spiegato Dagmar Zíková, del segretariato CMS -, dalla perdita degli habitat ai mutamenti climatici che impattano sulle loro possibilità di alimentarsi, all'influenza aviaria. Parallelamente è migliorato il nostro livello di comprensione sul ruolo importantissimo che gli animali migratori hanno nel mantenere gli ecosistemi sani e funzionali".
"La presenza degli insetti, circa il 70% di tutte le specie, ha un'importanza vitale per gli ecosistemi terrestri interconnessi e per la catena alimentare fondamentale anche per gli animali migratori" ha sottolineato Camillo Zulli, enologo e dg della Bio Cantina sociale Orsogna (Chieti) che punta su viticoltura biologica e biodinamica, tra gli organizzatori dell'evento -. Oggi la percentuale di declino degli insetti è due volte superiore a quella dei vertebrati, con la riduzione delle risorse alimentari per gli insettivori ed effetti a cascata su tutti gli altri livelli trofici; il maggiore impatto della perdita di insetti si ripercuote su uccelli, rettili, anfibi e pesci che se ne nutrono. A causa anche dell'impiego di pesticidi e di erbicidi. Da questa consapevolezza è nata la nostra scelta a favore dell'agricoltura biologica e biodinamica che riduce molto l'impatto negativo dell'agricoltura sull'agro ecosistema". (ANSA).

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