Muscoli ingegnerizzati per collegare le protesi ai nervi rimasti
Muscoli ingegnerizzati ottenuti in laboratorio per collegare le protesi artificiali alle terminazioni nervose della persona amputata. La nuova tecnologia di interfaccia neurale è stata sviluppata da un gruppo di ricercatori italiani guidato dalla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, in collaborazione con Istituto Italiano di Tecnologia di Pontedera (Pisa), Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio (Bologna). Come riporta lo studio pubblicato sulla rivista Bioactive Materials, il muscolo ingegnerizzato è stato testato nei ratti , dove è stato collegato chirurgicamente al nervo residuo . L'obiettivo è ottenere un sistema che permetta di amplificare i segnali nervosi del paziente e consentirgli, così, un controllo più naturale.
I ricercatori coordinati da Leonardo Ricotti di Scuola Sant'Anna hanno combinato mioblasti, cioè le cellule staminali progenitrici che danno origine a quelle del tessuto muscolare, con biomateriali innovativ i. Negli esperimenti svolti sugli animali, l'impianto chirurgico ha dato origine a una connessione funzionale tra nervo e muscolo , che è stata stimolata con gli ultrasuoni : ciò ha favorito sia la maturazione del t essuto muscolare sia la rigenerazione di quello nervoso .
"Il nostro approccio integra strategie avanzate di ingegneria tissutale con il mondo della protesica ", afferma Ricotti. "Per promuovere la maturazione del tessuto muscolare e la sua integrazione con il tessuto nervoso abbiamo usato particelle piezoelettriche, materiali capaci di generare segnali elettrici quando vengono sottoposti a stimoli meccanici. La stimolazione esterna - continua il ricercatore - è stata ottenuta mediante ultrasuoni pulsati, una tecnologia non invasiva già utilizzata in diversi ambiti biomedicali, ma che in questo studio abbiamo sfruttato in modo innovativo".
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