Nasce il laboratorio per ridurre la distanza tra scienza e politica
Ridurre la distanza tra scienza, ricerca, conoscenza, politica e società , e costruire un luogo stabile di confronto che possa contribuire a orientare le scelte future dell'Italia: dalla crisi climatica ed energetica al rilancio dell'alta formazione. Questa la missione di LabPolK , il Laboratorio per le Politiche della Conoscenza che è stato presentato a Roma presso la Fondazione Lelio e Lisli Basso.
"L'ammontare degli investimenti che vengono fatti per lo sviluppo della scienza e della tecnologia è diventato un indicatore di forza geopolitica ", dice Lucia Votano, fisica e prima donna a dirigere i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, intervenuta alla presentazione del nuovo laboratorio. "L 'Europa spende in ricerca e sviluppo circa 400 miliardi di euro all'anno , ma questa cifra è divisa tra 27 sistemi nazionali , che da soli non possono competere a livello globale . Bisognerebbe andare verso un Europa più unita - aggiunge Votano - che sappia investire con priorità condivise e risorse comuni ".
Secondo i fondatori di LabPolK, l'iniziativa nasce dalla convinzione che le grandi trasformazioni scientifiche e tecnologiche non possano più essere considerate una questione riservata agli specialisti, o demandate a interessi economici e ragioni di Stato. La sfida riguarda contemporaneamente la comunità scientifica , la politica e la società : alla prima spetta la responsabilità di uscire dai propri confini specialistici, alla politica spetta il compito di riconoscere la conoscenza come elemento fondante delle decisioni pubbliche e, infine, la società deve prepararsi e promuovere percorsi partecipativi.
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