Parisi, 'la grande sfida attuale è ridurre le disuguaglianze'

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"La sfida più importante oggi per l'essere umano, quindi per il pianeta, è diminuire le diseguaglianze, fra persone, fra un luogo e l'altro del pianeta.
Queste disuguaglianze sono la cosa che impedisce all'umanità di reagire in modo coeso rispetto ai grandi problemi attuali, come il riscaldamento globale, l'esaurimento delle risorse, il tema dell'intelligenza artificiale. Ma sono decisioni che devono essere prese in modo comune, o non servono, e questo diventa estremamente difficile, ad esempio, in un momento in cui ci sono guerre, combattute o economiche". A dirlo è il premio Nobel per la fisica, Giorgio Parisi, oggi a Torino per il conferimento della laurea honoris causa in fisica dei sistemi complessi da parte dell'Università di Torino e dell'Università del Piemonte Orientale.
Ieri Parisi è stato all'Accademia delle Scienze di Torino per celebrare i 250 anni dalla nascita di Amedeo Avogadro, scienziato torinese il cui nome è legato a una costante universale il Numero di Avogadro.
"È difficile affrontare questi problemi - aggiunge - se non abbiamo un senso di giustizia o di equità, se si fa pagare sempre ai più deboli, ad esempio le conseguenze del cambiamento climatico. Se, per esempio, queste disuguaglianze vengono combattute da uno stato ma non dall'altro non si risolvono i problemi. O si riesce ad andare tutti insieme a livello globale o tutte queste lotte non andranno avanti", conclude.

'Riportare nel pubblico ricerca e investimenti sull'IA'

"La cosa principale è che bisogna capire esattamente quello che sta succedendo all'interno delle aziende. Fino a dieci anni fa, la ricerca sull'intelligenza artificiale era fatta in università e nelle istituzioni pubbliche e si sapeva esattamente cosa veniva fatto, oggi invece è diventata segreto industriale. Bisogna riportare la ricerca dentro il pubblico, quindi sono necessari grandi investimenti pubblici a livello europeo, anche per essere in grado di prevedere cosa può succedere, cosa che ora non possiamo fare. Se questo non si riuscisse a fare, allora sarei preoccupato", ha detto ancora Parisi a margine dalla cerimonia.

Il tema si lega anche a quello normativo. "Le legislazioni attuali non sono sufficienti - dice Parisi -, ma per poter avere una legislazione efficace dobbiamo sapere come funzionano le cose, ma ovviamente non possiamo chiederlo a consulenti di aziende private". Il fisico solleva poi la questione delle "conseguenze sociali, che sono enormi, ed è uno dei problemi che dev'essere affrontato. E quello che mi preoccupa è l'assenza dell'IA nel dibattito politico, specialmente in Europa".

Quanto alla possibile necessità di un rallentamento nello sviluppo dell'IA, il Nobel osserva che "dovrebbe essere fatto su scala mondiale o non servirebbe a nulla. Ma sarebbe difficile farlo in un momento in cui su questo tema c'è una guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina". Al tema dell'IA è poi collegato il dibattito sui data center e, anche in questo caso, per il premio Nobel "è un problema di regolamentazione, perché se si imponesse, ad esempio, la loro neutralità energetica non sarebbero un problema. Non bisogna dire un no generale ai data center - conclude -, si può dire sì, ma mettendo condizioni precise sul fatto che non devono impattare sull'ambiente".

'Le tecnologie spaziali fondamentali per il clima'

Per affrontare l'emergenza climatica "le tecnologie spaziali sono fondamentali perché sono l'unico modo di sapere, con grandissima precisione, su scala anche di qualche chilometro, che cosa sta succedendo", rileva ancora Parisi.
"Non possiamo riempire il pianeta di milioni o miliardi di stazioni meteorologiche, mentre un satellite dall'alto vede tutto con grande dettaglio - spiega -. E questo ci permette di vedere fenomeni importanti, come la desertificazione, il cambiamento della pioggia, i cambiamenti di temperatura dell'oceano e di tutte le parti del mondo, anche in zone remote, che non siamo in grado di vedere da terra. Dunque - conclude - sono fondamentali anche per poter fare dei modelli di cambiamento climatico più precisi e quindi, conoscendo bene il presente, possiamo prevedere meglio il futuro"

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