Raddoppiate in 20 anni le domande di brevetto europeo da università e enti di ricerca
Raddoppiate in 20 anni le domande di brevetto europeo da parte di università ed enti pubblici di ricerca : sono passate da 3 200 nel 2006 a quasi 8.000 nel 2025 : a dirlo è lo studio dell'Ufficio Europeo dei brevetti (Epo), condotto in collaborazione con l'Associazione europea dei professionisti del trasferimento tecnologico (Astp) e l'istituto tedesco Fraunhofer per la ricerca sui sistemi e sull'innovazione (Isi).
A guidare la classifica europea sono Germania , Francia e Regno Unito , ma negli ultimi anni c'è stata un'importante crescita di molti Paesi, tra i quali l'Italia. Qui nel 2025 ai primi cinque posti per numero di domande di brevetto all'Epo sono stati il Consiglio Nazionale delle Ricerche (con 34 domande), seguito dal Politecnico di Milano (29), Istituto Italiano di Tecnologia (21), Politecnico di Torino (20) e Università di Milano (17).
Lo studio ha analizzato i dati relativi a 809 uffici di trasferimento tecnologico europei , ossia le strutture preposte a dare supporto a trasformare le scoperte scientifiche in progetti industriali, brevetti, startup e spin-off. L'analisi sottolinea che appena il 9,5% di tali strutture risulta di grandi dimensioni e che gli uffici di maggiori dimensioni sono in grado di gestire, in proporzione, un volume di attività notevolmente superiore, circa 16 volte più brevetti rispetto agli uffici di piccole o medie dimensioni.
Se da un lato lo studio evidenza la necessità di maggiori investimenti nella crescita degli uffici di trasferimento tecnologico sottolinea anche gli importanti risultati ottenuti in questi anni con il numero di domande di brevetto europeo da parte di università, enti di ricerca pubblici e ospedali di ricerca è raddoppiato in 20 anni.
L' Italia si posiziona inoltre al sesto posto in Europa per numero di spin-off accademici che hanno presentato domande di brevetto all'Epo, con un totale di 289 aziende. Per la maggioranza ( 89.6% ) sono nella fase iniziale di crescita , il che significa che hanno completato con successo le attività di convalida tecnologica e di verifica della fattibilità e ora si stanno concentrando sulla trasformazione dei prototipi di laboratorio in prodotti pronti per il mercato.
Dei 289 spin-off italiani, solo 19 hanno raggiunto la fase di espansione , caratterizzata dall'ampliamento del personale, dall'ingresso in mercati commerciali più ampi e dalla raccolta di finanziamenti tramite capitale di rischio per accelerare lo sviluppo aziendale. Nessuno spin-off italiano ha finora raggiunto la fase di crescita avanzata, nella quale le aziende ottengono round di finanziamento su larga scala, ossia non superano valutazioni di 500 milioni di dollari e una presenza internazionale significativa.
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