Sotto i ghiacci dell'Antartide una gigantesca struttura a forma di ventaglio

Lettura 1 min.

Sotto la calotta glaciale dell 'Antartide orientale , spessa in alcuni aree oltre tre chilometri, si nasconde una vasta struttura geologica a forma di ventaglio rimasta finora sconosciuta. Potrebbe essere collegata alla separazione tra Antartide e Australia circa 35 milioni di anni fa . A identificarla è stato un team internazionale di ricercatori coordinato dall'Università di Genova, in uno studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience.

La ricerca descrive l' East Antarctic Fan-shaped Basin Province , una nuova grande provincia fisiografica subglaciale composta da numerosi bacini sepolti sotto il ghiaccio . Nel loro insieme, formano una struttura radiale a ventaglio, estesa su scala continentale , che coinvolge alcune delle principali depressioni subglaciali dell'Antartide orientale, tra cui i bacini di Wilkes e Aurora e il bacino che ospita il celebre Lago Vostok, uno dei più grandi laghi subglaciali conosciuti al mondo.

La configurazione individuata non era mai stata riconosciuta come un sistema unitario. I bacini appaiono organizzati radialmente, come le stecche di un ventaglio che si apre intorno a un fulcro situato in prossimità del Polo Sud , e presentano in molti casi una caratteristica geometria triangolare . Attraverso l'integrazione della topografia subglaciale con le osservazioni geologiche e le risultanze gravimetriche, magnetiche, sismiche e i modelli crostali e litosferici esistenti, i ricercatori hanno mostrato che questa struttura non rappresenta soltanto una forma del paesaggio nascosta sotto il ghiaccio, ma riflette un processo tettonico profondo . La struttura rappresenterebbe una delle più vaste espressioni di estensione rotazionale finora riconosciute nella crosta continentale . Il processo potrebbe essersi sviluppato in più fasi, probabilmente legate all'evoluzione tettonica del supercontinente Gondwana e alla successiva separazione tra Antartide e Australia.

"La ricerca ci ha permesso di collegare tra loro strutture che finora erano considerate separate o indipendenti - spiega il docente di Geofisica applicata all'Università di Genova e primo autore dello studio Egidio Armadillo -. Riconoscere un'unica grande architettura a scala continentale cambia in modo significativo la nostra comprensione dell'evoluzione geologica dell'Antartide orientale".

© RIPRODUZIONE RISERVATA