Un piccolo satellite per spiare l’alba dell’universo dal lato nascosto della Luna
Studiare l’alba dell’universo , quando si accesero le prime stelle 150 milioni di anni dopo il Big Bang: è questo l'obiettivo del piccolo satellite britannico CosmoCube , delle dimensioni di un trolley, progettato per osservare dal lato nascosto della Luna quello che nessun telescopio ha mai visto finora. La missione, guidata dall’Università di Cambridge e finanziata dall'Agenzia Spaziale del Regno Unito, è previste per il 2031 ed è descritta sulla rivista Nature Astronomy.
Che cosa accadde più di 13,5 miliardi di anni fa , appena 150 milioni di anni dopo il Big Bang , nel momento in cui presero forma le prime stelle è ancora un mistero perché poter raccogliere i deboli bagliori di quelle prime luci è ad oggi praticamente impossibile per i telescopi terrestri a causa del disturbo di tanti altri segnali in arrivo dal resto della galassia e dal rumore prodotto dalle onde radio delle attività umane . Una soluzione potrebbe allora essere sfruttare il lato nascosto della Luna , una regione nella quale vengono schermate gran parte delle interferenze.
Per questo CosmoCube è stato progettato per orbitare attorno alla Luna e per sfruttare, a ogni orbita, circa 40 minuti in cui passando dal lato nascosto il nostro satellite schermerà tutti i disturbi in arrivo da Terra . "Non esiste altro luogo in cui sia possibile ottenere il tipo di schermatura necessaria per rilevare un segnale così debole , osservando al contempo l'intero spazio", ha detto Eloy de Lera Acedo del Cavendish Laboratory di Cambridge e responsabile dello studio.
Una soluzione semplice ma innovativa che permetterà di osservare soprattutto una specifica frequenza elettromagnetica , quella di 21 centimetri ossia il segnale emesso dagli atomi di idrogeno . "Questa emissione di idrogeno successiva al Big Bang , ma precedente alla formazione delle prime stelle , ci permetterà, si spera, di comprendere il ruolo della materia oscura nell'universo primordiale: come ha contribuito ad attrarre l'idrogeno nella formazione delle prime stelle e galassie", ha aggiunto de Lera Acedo.
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