Vista la prima luna aliena, ruota attorno a una stella morta VIDEO

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"Nel Sistema solare esiste una netta distinzione tra i pianeti e il Sole, quindi definire oggetti come le lune è semplice", ha detto Alice Zurlo, dell'Università Diego Portales e dell'Inaf, fra gli autori dell'articolo. "Nel sistema CD-35 2722, dove i confini tra stelle, pianeti e lune diventano sfumati, l'intero quadro risulta molto più complesso da descrivere - ha aggiunto - e per quanto esotico possa apparire, questo sistema è davvero unico e rappresenta una svolta: la prima rilevazione plausibile di un esosatellite".

La stranezza di questa nuova luna o satellite è che a differenza delle lune tradizionali è decisamente grande , simile al nostro Giove, e non orbita attorno a un pianeta ma attorno a una stella morta, una nana bruna, con una massa di 30 volte quella di Giove. A sua volta, la nana bruna orbita a sua volta attorno a una stella .
E' questo il motivo per cui, pur non somigliando alle nostre lune rocciose, il corpo celeste visto dal Vlt dovrebbe essere considerato una luna , la prima mai osservata all'esterno del nostro Sistema Solare.

Per studiare questo strano sistema stellare, chiamato CD-35 2722 , i ricercatori hanno utilizzato uno degli strumenti installati sul telescopio Vlt dell'Eso, in Cile, usato già da tempo per scoprire esopianeti e che usa una tecnica detta delle velocità radiali , che permette di rilevare le piccole oscillazioni della nana bruna causate dall' oggetto in orbita attorno a essa.




Oltre all'importanza di aver scoperto un nuovo tipo di oggetti astronomici, ancora da definire in modo formale, la scoperta di satelliti in altri sistemi planetari mostra quanto i processi di formazione possano essere diversi e complessi . Avanzamenti nell'uso delle tecniche di osservazione fanno anche sperare che nel prossimo futuro diventi sempre più facile riuscire a individuare altre esolune . <iframe allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen="allowfullscreen" frameborder="0" height="315" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" src="https://www.youtube.com/embed/a57GQgztNZA?si=1YJJ4iVnt2aa4ahA" title="YouTube video player" width="560"></iframe>

"Questa scoperta così particolare apre il percorso verso la rivelazione di esosatelliti più simili a quelli del Sistema solare: sarà possibile usando alcuni strumenti attualmente in costruzione ", ha detto Silvano Desidera, ricercatore all'Inaf di Padova e coautore dello studio. In particolare, lo spettrografo Andes , a guida italiana, che sarà installato sul futuro super telescopio Elt in fase di completamento proprio in Cile e che sarà ancora più sensibile nell'osservare piccolissime variazioni. "Potremo quindi applicare questa tecnica - ha concluso Desidera - a un numero maggiore di pianeti o nane brune e raggiungere sensibilità che ci porteranno a scoprire esolune ed esosatelliti più piccoli".

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