(Foto di afb)
L’INTERVISTA. L’attaccante dell’Atalanta dopo la prima amichevole in famiglia: «C’è grande entusiasmo per il nuovo corso, vogliamo imparare in fretta».
Lettura 2 min.«Raspadori? Lo seguo da tanto tempo, ora ho la fortuna di allenarlo dopo un inseguimento di 4-5 anni». Alla prima conferenza stampa di presentazione Maurizio Sarri non ha fatto misteri della stima di lunga data per l’attaccante nerazzurro. Finalmente il connubio Sarri-Raspadori è cosa fatta a prescindere dal ruolo al centro dell’attacco che il tecnico immaginava.
«Ci tengo a ringraziare il mister per le parole che ha speso per me, sia privatamente sia pubblicamente: fa sempre molto piacere, non sono scontate. Al momento sto facendo l’esterno di sinistra: è un ruolo che so che posso fare, il mister mi chiede di rimanere abbastanza dentro al campo. Lui sa cosa è meglio per la squadra, quello che ha in testa e che vuole costruire a livello collettivo. Stiamo lavorando, concentrati sui concetti che vuole trasmettere a tutto il gruppo: siamo molto carichi, abbiamo tanto entusiasmo, cercando di apprendere più velocemente possibile quelle che sono le sue idee».
«Negli anni da avversario ho sempre percepito questo spirito combattivo e una grande ambizione: l’Atalanta la condivide con tutte le persone che lavorano dentro e nasce dai tifosi. Nel calcio moderno tutti i giocatori devono essere in grado di riuscire a fare entrambe le fasi con grande applicazione e intensità».
«Sono stato molto fortunato a livello di allenatori: ho imparato che c’è sempre da imparare, nel calcio e nella vita. Credo che il segreto stia nel lavoro: per apprendere un modo diverso di giocare è normale che si necessita di tempo. È l’unica chiave che conosco: sudare la maglia, com’è scritto sul nostro colletto».
«I primi giorni di preparazione sono un momento fondamentale: si gettano le basi per tutto quello che verrà, dobbiamo essere veramente bravi nel quotidiano, captare tutto quello che ci viene chiesto e cercare di farlo velocemente nostro. Il pensiero Nazionale c’è: fare una stagione da protagonista avendo continuità con l’Atalanta è un obiettivo che ho nella testa. Tutto quello che riguarda l’Italia passa attraverso il club, è un aspetto che tengo inevitabilmente in considerazione».
«Ho sempre pensato che è giusto portarsi dietro tutto quello che è stato, però bisogna guardare avanti. Guardare al futuro, apprezzare quello che sta per arrivare e lavorare nel quotidiano per costruirsi le migliori occasioni per avvicinarsi a quello che è il proprio massimo. Sono convinto che sia come squadra sia a livello personale possiamo fare di più, puntare a essere la nostra migliore versione».
«Sono un ragazzo molto ambizioso, ma al tempo stesso non mi piace parlare pubblicamente di quello che ho dentro. So che ho tanto da tirar fuori e che non ho fatto vedere tutto quello che posso essere per l’Atalanta. Sono convinto che lavorando bene insieme ai compagni e a mister Sarri potremo toglierci grandi soddisfazioni».
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