Ladri al Turoldo di Zogno: via pc e danni per 30mila euro
IL FURTO. Forzate tre finestre hanno poi eluso l’allarme Istituto e Provincia valutano di installare le telecamere.
Lettura 1 min.Zogno
Trentamila euro tra danni dovuti allo scasso e refurtiva, ovvero 30 computer. Sono le conseguenze del colpo messo a segno da ignoti nella notte tra martedì e mercoledì scorso all’istituto scolastico superiore Turoldo di Zogno, in località Camanghè. I ladri sono riusciti a penetrare nell’istituto dall’ala «F», al primo piano, ala cui si accede da via Romacolo, sul lato interno della scuola.
Come sono entrati i ladri
«Per forzare le finestre hanno probabilmente utilizzato dei piedi di porco - spiega il dirigente, Giovanni Savia - lasciando segni evidenti del danno sulle finestre. L’obiettivo era arrivare ai computer della scuola, come poi sono riusciti a fare».
Stando a una prima ricostruzione di quanto successo i ladri (o il ladro) sono entrati in tre aule distinte, forzando gli infissi. In un’aula non hanno prelevato nulla, in un’altra un pc e in una terza due pc, uno dei quali speciale perché utilizzato per uno studente ipovedente.
Da quest’ultima aula, quindi, sovrapponendo i banchi, sarebbero riusciti a vedere, dalla finestra interna, il corridoio della scuola e il posizionamento dei sensori del sistema di allarme. Usciti dall’aula sono quindi riusciti a eludere l’allarme. Poi hanno forzato la vicina porta del ripostiglio dove erano custoditi i computer. Ne hanno asportati 27. Ad accorgersi del furto è stata una collaboratrice scolastica, verso le 7.30, ad apertura della scuola (dove sono in corso da mesi lavori di ristrutturazione).
Trenta, quindi, i computer portati via dai ladri, per un valore denunciato di poco più di 13mila euro a cui si aggiungono i danni ai tre infissi e a due porte per complessivi 30mila euro circa. La scuola è priva di sistema di videosorveglianza ma dispone di un allarme sonoro collegato al 112 e con una vigilanza privata. Sistema che, purtroppo, è stato però eluso dai ladri.
«Evidentemente erano specializzati - commenta il dirigente scolastico - proprio per come hanno agito, riuscendo a controllare come erano posizionati i sensori dell’allarme. Ho chiesto subito alla Provincia, dopo quanto accaduto, un potenziamento del sistema di sicurezza, in particolare l’installazione della videosorveglianza».
«Comprendiamo la preoccupazione della scuola a seguito dell’episodio verificatosi, che peraltro impone riflessioni più ampie rispetto al solo tema dell’allarme o della videosorveglianza - risponde Marco Bergamini, dirigente del settore Edilizia scolastica della Provincia -. Nei prossimi giorni effettueremo un sopralluogo tecnico per approfondire la situazione e confrontarci con l’istituto sulle possibili misure da adottare. Per quanto riguarda la videosorveglianza, la Provincia trasferisce annualmente agli istituti scolastici risorse destinate alla manutenzione ordinaria, il cosiddetto “fondino”, che viene gestito direttamente dalle scuole. Nell’ambito di tali risorse sono ammissibili anche spese relative a sistemi di sicurezza e antiintrusione. Sarà quindi importante valutare insieme alla scuola il quadro complessivo delle esigenze e delle possibili soluzioni».
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