Palazzina evacuata a Sedrina rischia di crollare: serve muro di contenimento. C’è una raccolta fondi

L’ORDINANZA. La frana di settembre incombe ancora: una ventina gli sfollati. Il Comune detta i tempi per la realizzazione del muro: residenti in difficoltà. Servono almeno 400mila euro.

Sedrina

Un condominio con dieci unità abitative (di cui la metà vuote) che rischia di crollare per via di uno smottamento del terreno sottostante, una ventina di persone sfollate – tra lo stesso palazzo e le abitazioni sottostanti – e la «scure» di un’ordinanza comunale che impone ai residenti del palazzo di realizzare «entro 120 giorni» un muro di contenimento «alla berlinese» del costo di quattrocentomila euro. Tanto che una delle famiglie ha avviato una raccolta di fondi su una piattaforma on line.

Vite stravolte da settembre scorso

È quanto sta accadendo a Sedrina, località Botta, dove lo scorso 13 settembre le piogge hanno stravolto la vita dei residenti di via Aldo Moro : la palazzina al civico 12, in particolare, rischia seriamente di crollare. Motivo per cui, dopo l’intervento dei vigili del fuoco – contattati dagli stessi residenti preoccupati per l’acuirsi di alcune crepe sul muro a monte della palazzina, quello che «sostiene» la strada – il Comune ne ha disposto l’evacuazione. Un mese dopo, a ottobre, dopo una serie di sopralluoghi e indagini geologiche, sempre il Comune ha sfollato anche chi vive nelle case a valle dell’edificio, proprio perché è stato acclarato il rischio di un crollo verso le case di sotto.

Prima serve un muro «alla berlinese», poi il ripristino di quelli a valle

L’11 marzo scorso sempre il Comune ha emesso l’ordinanza che impone la costruzione del muro «alla berlinese», vale a dire con dei pali verticali stretti tra loro come protezione: muri che solitamente vengono realizzati proprio per contenere le frane.

Per l’intervento del Comune si stima una spesa di 790mila euro.

Soltanto a quel punto il Comune potrà poi provvedere a ripristinare i due muri a valle della palazzina: due perché in mezzo ci passa un camminamento privato ma a uso pubblico. Per quest’ultimo intervento si stima una spesa pari a 790mila euro, che potrebbero essere finanziati dalla Regione, stando a quanto emerso nei vari incontri tra i residenti e gli enti pubblici. Questi i fatti, i costi e le tempistiche.

I racconti di chi ci vive lì

«Abbiamo fatto redigere un progetto esecutivo per il muro: un intervento che ha un costo di quattrocentomila euro. La nostra parte ammonta a circa cinquantamila».

Ci sono poi i racconti di chi vive lì. «Siamo entrati nella nostra abitazione a fine agosto del 2025 – racconta Rocco Filippone, residente al 12 di via Aldo Moro con la moglie Azzurra e i loro due bambini –, ma di fatto da settembre siamo ospiti dai miei suoceri, sempre qui a Botta di Sedrina. Siamo stati noi stessi a contattare i vigili del fuoco quando abbiamo visto le crepe sul muro. L’edificio ha 17 anni e in passato non ha mai avuto alcun problema di stabilità. Abbiamo fatto redigere un progetto esecutivo per il muro: un intervento che ha un costo di quattrocentomila euro. La nostra parte ammonta a circa cinquantamila».

La raccolta fondi online

Per questo la famiglia ha avviato una raccolta fondi on line: lunedì 13 aprile le donazioni erano arrivate a quasi 18mila euro dei 22mila indicati come obiettivo. «Siamo preoccupati perché, qualora non dovessimo riuscire a costruire il muro a monte, non partirebbero i lavori per quello a valle, finanziati dalla Regione. Ho parlato di isolamento istituzionale, ma non mi riferivo alla Regione: ringrazio infatti il consigliere Jonathan Lobati e l’assessore al Territorio Gianluca Comazzi per la vicinanza alla nostra causa. Dal Comune, invece, non abbiamo avuto sostegno».

Il sindaco: «Come Comune non possiamo finanziare un intervento privato»

«L’ordinanza di messa in sicurezza è stata inevitabile, così come lo era stata l’ordinanza di sgombero che ha coinvolto la ventina di abitanti delle case a rischio»

«Come Comune non possiamo ovviamente andare a finanziare direttamente un intervento privato – precisa il sindaco Stefano Micheli –: anche la Regione, per i muri a valle, darà il finanziamento al Comune e non direttamente ai privati. L’ordinanza di messa in sicurezza è stata inevitabile, così come lo era stata l’ordinanza di sgombero che ha coinvolto la ventina di abitanti delle case a rischio. I residenti sono tutti ospitati da parenti o hanno avuto il nostro supporto». Nell’ordinanza dell’11 marzo si parla di «fronte franoso instabile» che «continua a costituire un grave e imminente pericolo per la pubblica e privata incolumità, non solo per le aree sottostanti già evacuate, ma per l’intera area contermine, anche a monte». E un mese è già passato, ne restano soltanto altri tre.

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