Paolo Bonandrini secondo italiano al Tor des Glaciers

Premolo. Il Tor des Glaciers è la gara più dura del Tor des Géants in Val d’Aosta. Il 38enne ha chiuso l’impresa piazzandosi 14°. «Con il passare dei giorni sentivo che stavo bene e ho iniziato a guadagnare posizioni, non avrei mai immaginato un risultato del genere».

Quattrocentocinquanta chilometri, 32mila metri di dislivello positivo, un percorso reso ancor più difficile dall’assenza di segnaletica, che obbliga a utilizzare la traccia Gps. Il Tor des Glaciers è la gara più dura del Tor des Géants, andata in scena la scorsa settimana in Val d’Aosta. Tra i 200 concorrenti c’era anche Paolo Bonandrini, 38enne di Premolo, che ha strappato uno straordinario 14° posto, secondo tra gli italiani.

«Ero già iscritto nel 2020, dopo aver fatto quattro Tor des Géants negli anni precedenti – inizia a raccontare –. Poi quell’edizione è saltata, l’anno scorso non me la sono sentita ma questo è stato l’anno giusto». A febbraio Paolo ha scelto di provarci. Il via è stato il 10 settembre. Paolo ha concluso il percorso in 161 ore e 29 minuti. «Sono partito tranquillo, restando a metà classifica – racconta –. Al passare dei giorni sentivo che stavo bene e ho iniziato a guadagnare posizioni. La difficoltà maggiore è proprio trovare il percorso: si passa per le Alte vie 3 e 4, che in alcuni tratti sono abbandonate. È ancor più difficile farlo di notte o comunque con poche ore di sonno. Ho dormito in totale 9 ore in 8 giorni e soprattutto alla fine la poca lucidità si fa sentire».

La fatica è stata indubbiamente ripagata. «Mi ha fatto molto piacere la presenza sul percorso della mia compagna Ilaria, di mia mamma e dell’amico Livio, che mi attendevano alle basi vita – sorride –. Non avrei mai immaginato un risultato del genere».

Bonandrini, che corre da quando aveva 20 anni, è tesserato nel Gav Vertova. «Ho fatto diverse gare in montagna, a 30 anni ho iniziato le lunghe distanze con il primo Tor e le Orobie Ultra Trail. Non faccio grandissimi allenamenti, anche se sembra strano; quest’estate ho deciso di non correre gare, ma di dedicarmi solo alla preparazione del Tor con allenamenti da 60 km al massimo. La scelta ha pagato: è stato il risultato più prestigioso che ho ottenuto finora». Domenica scorsa, dopo le premiazioni, Paolo è tornato a Premolo. «Il recupero fisico è graduale, fortunatamente sono riuscito subito a dormire bene – conclude –. Da martedì 20 ho ripreso anche il lavoro».

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