La cura del disagio psicologico con i gruppi di sostegno tra pari

AUTO MUTUO AIUTO BERGAMO. L’associazione nata nel 1997: le «comunità» affrontano l’elaborazione del lutto, problemi di solitudine, ansia, depressione e per caregiver.

In un momento storico in cui il disagio psicologico continua a essere diffuso e ancora troppo spesso è accompagnato da solitudine e stigma, esistono realtà che offrono spazi «alternativi» basati sull’ascolto e sulla condivisione. Tra queste c’è l’associazione Auto Mutuo Aiuto Bergamo (Ama), che dal 1997 promuove gruppi di sostegno tra pari. A raccontarla è Margherita Galliani, membro del Consiglio direttivo. L’associazione nasce a Bergamo prendendo esempio dall’esperienza di Trento: «Si tratta di gruppi che riuniscono persone che hanno vissuto o vivono esperienze simili - spiega Galliani - e che attraverso la condivisione si aiutano reciprocamente». Il principio è quello dell’auto mutuo aiuto, un concetto che va oltre il semplice sostegno: «Ci si aiuta reciprocamente, ma anche ci si auto-aiuta, perché accogliendo il vissuto degli altri ognuno può migliorare e riposizionarsi nella propria vita».

Tutti sullo stesso piano

Una delle caratteristiche principali è l’assenza, al suo interno, di professionisti come psicologi o terapeuti. Tutti i partecipanti sono sullo stesso piano e condividono il proprio vissuto. Il facilitatore, ruolo ricoperto anche da Galliani, non guida il gruppo ma ne accompagna il funzionamento. E ne è il custode: «Non conduco l’incontro - chiarisce -, il mio compito è creare un clima accogliente e favorire la comunicazione». Gli incontri si svolgono in cerchio e non seguono una struttura rigida: «Spesso si parte da una domanda semplice e poi la riunione si costruisce da sé», racconta. Fondamentali sono il rispetto dei tempi individuali e il non giudizio.

Sul territorio bergamasco i gruppi sono diversi e rispondono a bisogni differenti. Ci sono gruppi in presenza per l’elaborazione del lutto a Villa d’Alme, sede dell’associazione Ama, e in Val Seriana. Sempre in presenza, a Mozzo, se ne sono costituiti altri che riguardano persone con problemi di solitudine, ansia, depressione e per caregiver. Recentemente è stato attivato a Bonate Sotto, grazie alla collaborazione dell’Amministrazione comunale, un nuovo gruppo dedicato a persone con disagi esistenziali e depressione. Accanto agli incontri in presenza, esistono gruppi online promossi a partire dal periodo del Covid dedicati al lutto, alle dipendenze affettive, ai separati e divorziati, e ai genitori di bambini affetti da Adhd. «La tecnologia digitale, pur con qualche limite, permette di connettere persone ovunque, abbattendo barriere geografiche e aprendo nuove porte di comunicazione».

Un’esperienza personale

La partecipazione è libera e non vincolante, anche se la continuità è importante per la costruzione di legami di fiducia e rispetto. I gruppi sono composti da un numero limitato di persone (massimo dodici) e, quando diventano numerosi, si dividono («Si dice che gemmiamo», precisa).

Per Galliani, l’auto mutuo aiuto è stato, prima di tutto, un’esperienza personale: «Mi ha aiutato in un periodo difficile e ho deciso di restituire quello che mi era stato dato», rivela. Un percorso che ha cambiato anche il modo di stare in relazione: «L’auto mutuo aiuto è diventato per me quasi uno stile di vita. Mi sta insegnando a non giudicare e a rispettare i tempi, sia degli altri che i miei». In un contesto in cui spesso ci si sente soli di fronte alle difficoltà, questi gruppi rappresentano uno spazio concreto di ascolto e condivisione: «Si creano relazioni profonde – conclude Galliani –, il clima amicale del gruppo aiuta a scoprire risorse individuali che portano al cambiamento».

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