Comunicato Stampa: Associazione ‘Uniti per Tanguiéta e Afagnan (U.T.A.)’ di Romano d’Ezzelino
(Arv) Venezia, 23 settembre 2026
Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale Morena Martini (Stefani Presidente) ha presentato le attività dell’associazione ‘Uniti per Tanguiéta e Afagnan (U.T.A.)’ di Romano d’Ezzelino (VI), organizzazione benefica, laica, autonoma e apartitica, impegnata nella cooperazione umanitaria attraverso la raccolta di fondi a sostegno degli ospedali missionari dei Fatebenefratelli di Afagnan (Togo) e Tanguiéta (Benin), in Africa occidentale.
“Oggi ripercorriamo una lunga storia di volontariato che dura da trent’anni: quella svolta dall’associazione ‘Uniti per Tanguiéta e Afagnan (U.T.A.)’ di Romano d’Ezzelino, che ho la fortuna di conoscere fin da quando essa è nata – ha affermato il consigliere regionale Morena Martini – U.T.A. ha rappresentato una parte importante della mia vita e ha segnato tappe significative della mia crescita umana. L’associazione è stata costituita con il desiderio di sconfiggere la poliomielite e, in gran parte, ci è riuscita. Da subito si è impegnata per aiutare i bambini a rimettersi in piedi, perché in molte realtà africane un bambino può costruire il proprio futuro solo se riesce a camminare con le proprie gambe. Sono state eseguite numerose operazioni e forniti aiuti e sussidi indispensabili per restituire autonomia e dignità a tante piccole creature. In seguito, U.T.A. ha continuato a sviluppare soluzioni in ambito sanitario, contribuendo alla realizzazione di ospedali, dispensari e strutture nelle quali le madri hanno imparato la marsupioterapia, una pratica che ha permesso di salvare molti bambini nati prematuramente, riducendo significativamente il numero dei decessi. Tutto questo è stato possibile grazie anche all’impegno di Padre Fiorenzo Prioli, la cui attività è stata riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e che ha saputo conquistarsi il rispetto anche dei non credenti, senza dimenticare l’impegno dei missionari dei Fatebenefratelli, che operano e sono presenti stabilmente in alcune delle regioni più povere dell’Africa. Accanto a loro, un ruolo fondamentale è svolto da tantissimi volontari, credenti e non credenti, che hanno però tutti riposto fiducia nel valore dell’associazione e nella sua capacità di trasformare la solidarietà in aiuto concreto, destinando all’Africa tutto ciò che viene raccolto. Fornisco infatti un dato significativo: il 97 percento di quanto raccolto da U.T.A. arriva in Africa; solo il 3 percento viene trattenuto per spese di normale gestione e per l’invio dei container. Per questo, U.T.A. è un’associazione assolutamente credibile che merita aiuto e sostegno.”
“Ho sempre aiutato gli ospedali africani nel corso della mia vita – ha confidato Padre Luca, presidente dell’associazione ‘Uniti per Tanguiéta e Afagnan U.T.A.’ – Nei miei viaggi nel continente africano mi sono reso conto delle tante e urgenti necessità, in primis sanitarie, che c’erano. A Romano d’Ezzelino, ho avuto la fortuna di trovare un gruppo di volonterosi e da lì è nata l’associazione. Abbiamo iniziato ad aiutare gli ospedali africani sostenendoli nelle operazioni, molto costose, dei bambini poliomielitici. Abbiamo dato vita ad adozioni a distanza per aiutare i bambini denutriti. Successivamente, ci siamo impegnati nella cura degli ammalati di AIDS. Abbiamo realizzato tanti progetti finalizzati a salvare vite umane, come la realizzazione di un Pronto soccorso e di una Neonatologia a Tanguiéta, e ci apprestiamo a fare altrettanto ad Afagnan.”
Fulgenzio Bontorin, dell’associazione ‘Uniti per Tanguiéta e Afagnan U.T.A.’ ha ricordato “i trent’anni di attività del sodalizio, che festeggeremo ufficialmente domenica 27 settembre. In tutti questi anni, anche grazie all’aiuto di diverse associazioni e delle donazioni di cittadini benefattori, siamo riusciti a raccogliere quasi 14 milioni di euro. Importante è stato il contributo fornito da Padre Fiorenzo, un chirurgo capace di operare instancabilmente per tantissime ore. Siamo riusciti a creare un’economia di scala vicino ai due ospedali in Togo e in Benin, costruendo scuole e altre strutture. Ora stiamo completando la costruzione del padiglione della natalità ad Afagan. E ringrazio le Ulss del Veneto tramite le quali abbiamo raccolto presidi sanitari qui non più utilizzati, che abbiamo inviato in Africa, risparmiando centinaia di migliaia di euro.”
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