Comunicato Stampa: CRV - Bambini e adolescenti con disturbi psichiatrici in Veneto, (Pd): "Servizi insufficienti"
Presa in carico di bambini e adolescenti con disturbi psichiatrici in Veneto. Luisetto, Bigon e Sambo (Pd): “Servizi insufficienti e casi non intercettati: servono personale, un nuovo Piano e dati aggiornati”
(Arv) Venezia, 24 giugno 2026
Le consigliere regionali del Partito Democratico Chiara Luisetto, vicepresidente della Commissione sociosanitaria dell’assemblea legislativa veneta, Annamaria Bigon e Monica Sambo, componenti dem della stessa Commissione, sono intervenute oggi, nella sala stampa di palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale, sul tema “Presa in carico di bambini e adolescenti con disturbi psichiatrici in Veneto. Analisi dei dati relativi ai Servizi di Età Evolutiva e Neuropsichiatria Infantile”, argomento a proposito del quale sono intervenuti anche Paolo Rigon, già direttore UOC materno infantile età evolutiva e famiglia, e Margherita Miotto, già consigliera regionale, attraverso una ricognizione dei dati regionali riguardanti l'organizzazione dei servizi, il personale disponibile, i volumi di attività e la capacità di risposta ai bisogni emergenti di bambini, adolescenti e famiglie. Presenti in sala stampa anche il presidente della Quarta commissione, Gianpaolo Trevisi (Pd), e il consigliere dem, Antonio Dalla Pozza.
“Gli ultimi dati resi pubblici sono frutto di una richiesta di accesso agli atti presentata nell'agosto 2023 - ha ricordato Luisetto - e sono stati ben tre i successivi solleciti, senza risposta, per avere dalla Regione dati completi e aggiornati. Ma possiamo dire con certezza due cose: da un lato esiste in Veneto un divario rilevante fra il fabbisogno di assistenza e la presa in carico effettiva dei bambini e degli adolescenti con disturbi neuropsichici e psichiatrici. E che, in parallelo, c'è la necessità che la Regione intervenga con misure di rafforzamento per coprire una pesante lacuna in termini di cura e capacità di intercettare troppi casi di giovanissimi che restano fuori da qualsiasi percorso diagnostico e terapeutico”.
“Dai numeri emerge che, su 800 minori ricoverati, ben 200 ha ricevuto un trattamento nei reparti di psichiatria per adulti - ha ricordato Bigon - e si tratta di un dato rilevante perché ciò significa che ben 200 minorenni sono stati costretti a non essere ricoverati in un reparto idoneo, a rappresentare quanto poco il Veneto investa in salute mentale, nel personale e nell’attivazione di posti letto, con reparti dedicati agli adolescenti. Si tratta di numeri notevoli, frutto di un percorso di accesso agli atti che è iniziato nella scorsa legislatura e che ha permesso di effettuare questa indagine”.
“Ma, in realtà - ha aggiunto Sambo - servirebbero dati ancora più aggiornati e trasparenti, una reticenza che si osserva anche in altri ambiti legati alla sanità, ma che emerge in particolare sulla salute mentale e sui minori, perché questi dati risultano necessari non solo per poter denunciare ciò che manca in questo settore, ma più in generale per favorire indagini ad ampio spettro che coinvolgano anche il sistema educativo, per un lavoro complessivo rivolto a bambini e adolescenti”.
“In Italia - ha ricordato Rigon - il dato della popolazione da 0 a 17 anni interessata da disturbi in ambito neuropsichiatrico è pari al 20%; la percentuale di coloro che, in Veneto, in età evolutiva, compresi i 18 anni, accede ai servizi competenti è del 7,3%. Nel 2022, in Veneto, solo il 4,4% della fascia 0-17 anni (6,5% circa) ha ricevuto una diagnosi neuropsichica. Resta invisibile oltre il 60% dei casi ed è stato intercettato meno di un terzo dei soggetti rispetto alle stime pre-pandemia. I soggetti che hanno usufruito di un “trattamento” rispetto ai bisognosi di cure costituiscono il 10% e in trattamento il 25% di chi accede ai servizi, soprattutto persone con disturbi specifici dello sviluppo (linguaggio, apprendimenti, dislessia…). Per quanto riguarda i disturbi psichiatrici, meno di uno su cinque è intercettato: i diagnosticati rappresentano solo l'1,8% dei casi a fronte di un 10% stimato, meno dell'1% riesce a fare un percorso terapeutico, ulteriori dati sui trattamenti non sono stati forniti dalla Regione, la situazione è di grave inadempienza. Sul tema delle certificazioni di disabilità, il Veneto sotto la media: l’iter di valutazione normato è complesso, impegnativo e multidisciplinare, il dato veneto è dell’1,9% a fronte di una media nazionale del 2,5% stimato. Sul tema della carenza di personale nei Servizi dell’età evolutiva e neuropsichiatria, per quanto riguarda i dirigenti sanitari (NPI e Psicologi) è presente solo la metà del personale previsto: 226 su 445 del fabbisogno di psicologi e psichiatrici, e anche nell’ambito delle professioni sanitarie vi è un -40% rispetto al fabbisogno; la conseguenza è che i servizi e le prestazioni LEA sono insufficienti rispetto alla domanda”.
“Il 20% che ha citato dal dott. Rigon in relazione al fabbisogno potenziale - ha evidenziato Miotto - equivale a 140mila famiglie su 740mila bambini e ragazzi in età 0-17 anni. Quindi qui non si tratta di casi sporadici: qui abbiamo a che fare con migliaia di famiglie che sono nell'oblio perché di loro nessuno parla. Alcuni punti sui quali concentrare l’attenzione: serve monitorare questi servizi e inserirli nei LEA, i livelli essenziali di assistenza, nella rilevazione delle liste d’attesa, dove mancano i servizi territoriali dell’età evolutiva, nella relazione sociosanitaria e nella programmazione territoriale”.
“Per colmare questa pesante serie di lacune - ha concluso Luisetto - sarebbe opportuno lanciare un piano di assunzioni triennale che riallinei la dotazione di personale agli standard nazionali, accompagnato dal ripristino delle Unità funzionali distrettuali per adolescenti, dall'attivazione dei Centri Terapeutici diurni e da un monitoraggio periodico e approfondito, con pubblicazione dei dati riguardanti le attività dei servizi. Malgrado i nostri solleciti, rimangono infatti fuori da ogni monitoraggio quei minori che possono avere avuto accesso a entrambi i servizi di Età Evolutiva e Neuropsichiatria Infantile. Ma anche sul fronte dei minori in trattamento non viene fatta una opportuna distinzione per tipo di diagnosi. Così, come è stato chiesto di avere le informazioni relative anche ai minori d'età accolti nelle Comunità Educative Riabilitative e Comunità Educative, oltre a quelle ricevute dalle Comunità Terapeutiche Riabilitative Protette”.
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