Comunicato Stampa: CRV - Varenne. Presidente Zaia: "Addio al Capitano, un campione che ha reso orgogliosa l’Italia"

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Varenne. Presidente Zaia: “Addio al Capitano, un campione che ha reso orgogliosa l’Italia. Con lui l’ippica è entrata nel cuore di tutti”

(Arv) Venezia, 18 agosto 2026 - “Varenne non è stato semplicemente il più grande trottatore della storia. È stato un campione italiano nel senso più pieno del termine. Uno di quei fuoriclasse che riescono a superare i confini dello sport per entrare nel cuore delle persone. Quando correva, correva l’Italia: ci ha fatto emozionare, ci ha fatto esultare, ci ha reso orgogliosi di essere italiani portando il nostro Tricolore sui più importanti ippodromi del mondo. Oggi se ne va il Capitano e con lui se ne va una pagina irripetibile dello sport italiano e dell’ippica mondiale”. Con queste parole, il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, ricorda Varenne, il leggendario trottatore scomparso all’età di 31 anni.
“Ho avuto la fortuna di incontrarlo più volte - ricorda il Presidente Zaia - e ogni volta era impressionante vedere quanto affetto riuscisse ancora a raccogliere attorno a sé. Da Ministro delle Politiche Agricole volli portarlo a Fieracavalli Verona, quando aveva ormai concluso la sua straordinaria carriera agonistica, per tributargli un passaggio d’onore davanti a migliaia di persone. E l’ho rivisto ancora negli ultimi anni, sempre accolto come una vera star. Perché’ Varenne aveva compiuto qualcosa di rarissimo: era uscito dagli ippodromi per entrare nelle case degli italiani. Era un cavallo buono, docile, amico di tutti. I bambini gli correvano incontro con gli occhi pieni di meraviglia e gli adulti ritrovavano in lui il fascino di un campione capace di emozionare intere generazioni. Lo conoscevano e gli volevano bene anche persone che non avevano mai seguito una corsa di trotto”.
“I numeri raccontano solo in parte la grandezza del Capitano - prosegue il Presidente Zaia -: 73 corse disputate, 62 vittorie, oltre sei milioni di euro di montepremi, due Prix d’Amerique a Parigi, tre Gran Premi della Lotteria di Agnano, due Elitloppet a Stoccolma e la Breeders Crown negli Stati Uniti. E’ stato il cavallo simbolo di un’epoca, capace di dominare il trotto mondiale e di lasciare un’eredità irripetibile. Ma la sua storia non si è fermata al traguardo dell’ultima corsa: come stallone ha lasciato una discendenza straordinaria e ancora oggi il sangue di Varenne continua a correre negli ippodromi di tutto il mondo. Una grande eredità sportiva e genetica italiana”.
“C’è forse un primato che nessuna statistica potrà mai raccontare - prosegue il Presidente Zaia - ed è quello di essere entrato nel linguaggio comune degli italiani. Per un’intera generazione dire ‘sei un Varenne’ è diventato il modo più naturale per descrivere chi è imbattibile, chi corre più veloce degli altri, chi unisce forza, eleganza e talento. È un privilegio riservato a pochissimi campioni: quando un nome proprio diventa un sostantivo, un paragone, un simbolo. Se la Treccani dovesse raccontare il significato popolare della parola ‘Varenne’, potrebbe quasi definirlo sinonimo di eccellenza, velocità, potenza e capacità di emozionare. Perché’ il Capitano è riuscito a fare ciò che pochissimi, uomini o animali, riescono a fare: trasformare il proprio nome in un simbolo della cultura popolare italiana”.
“La storia di Varenne - sottolinea Zaia - deve essere anche l’occasione per ricordare il valore dell’ippica italiana, un settore che forse negli anni abbiamo troppo spesso dimenticato ma che proprio grazie al Capitano raggiunse uno dei momenti di massima popolarità. Dietro un campione come lui c’erano allevatori, driver, allenatori, veterinari, famiglie e migliaia di appassionati. Varenne riuscì a fare qualcosa di unico: trasformare una disciplina di straordinaria tradizione in un patrimonio condiviso da tutto il Paese”.
“Nel ricordarlo - aggiunge il Presidente - il pensiero va anche a chi ha condiviso e reso possibile questa straordinaria avventura: al suo storico proprietario Enzo Giordano, scomparso nel 2025, allo straordinario driver Giampaolo Minnucci, protagonista insieme a lui di imprese entrate nella leggenda, e a Sandro Viani, titolare dello storico Allevamento Zenzalino di Copparo, dove il Capitano vide la luce il 19 maggio 1995 e iniziò una storia destinata a diventare immortale. Dietro il mito di Varenne c’è una grande storia italiana fatta di allevamento, passione, competenza, sacrificio e amore per i cavalli. Una storia che merita di essere tramandata insieme alle sue imprese sportive”.
“Oggi - conclude il Presidente Zaia - non salutiamo soltanto un campione straordinario. Salutiamo un amico degli italiani, un simbolo che ha unito generazioni diverse e che ha saputo regalare emozioni autentiche. Per milioni di persone Varenne resterà per sempre quel cavallo elegante e generoso che sembrava volare sulla pista e che, una volta sceso dal sulky, cercava semplicemente una carezza. È questo il segno dei grandissimi: vincere tutto senza perdere la propria anima. Buon viaggio, Capitano. Grazie per aver fatto sognare un Paese intero”.

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