Comunicato Stampa: Io Dono, Lui VI-VE’, ultramaratona amatoriale da Vicenza a Venezia organizzata da FIDAS

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(Arv) Venezia, 3 giugno 2026

Novanta chilometri da percorrere insieme, nella notte, per portare un messaggio di solidarietà che vale una vita. Torna anche quest'anno ‘Io Dono, Lui Vi-Ve’, l'ultramaratona amatoriale e non competitiva che unisce Vicenza e Venezia nel segno della donazione del sangue, dell'amicizia e della condivisione. Un viaggio collettivo che prenderà il via alle 20 di sabato 6 giugno, da Piazza dei Signori, a Vicenza, e si concluderà la mattina successiva, in Piazza San Marco, a Venezia, dove ogni passo non sarà una sfida contro il tempo, ma un gesto concreto di sensibilizzazione verso il valore del dono e della vita.
Oggi, nella sala stampa “Oriana Fallaci” di palazzo Ferro Fini, l’iniziativa di sensibilizzazione verso la donazione di sangue è stata presentata dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Laura Besio, assieme ad alcuni rappresentanti di FIDAS.

“Tra le tante forme di volontariato, credo che il dono del sangue sia forse quella che meglio incarna il valore del silenzio che non chiede visibilità – ha osservato il consigliere regionale Laura Besio - Chi dona compie un gesto straordinario sapendo di aiutare qualcuno, ma senza sapere chi sarà la persona che riceverà quel dono. È un atto di generosità pura, gratuito e disinteressato. Per questo, l'ultramaratona che partirà da Vicenza per arrivare fino a piazza San Marco, a Venezia, assume un significato che va ben oltre la dimensione sportiva. È un'iniziativa di sensibilizzazione che richiama i valori della solidarietà e della comunità. E non è casuale che il traguardo sia proprio piazza San Marco, da secoli luogo simbolico di incontro, accoglienza e dialogo. In un tempo spesso segnato dall'individualismo e dalla ricerca della visibilità personale, questa manifestazione lancia un messaggio diverso: non conta arrivare prima degli altri, ma arrivare insieme. Come nella donazione del sangue: non c'è competizione, ma la consapevolezza che ciascuno può fare la propria parte per il bene della collettività.”

“È fondamentale aiutare le persone in difficoltà, in particolare in ambito sanitario: abbiamo bisogno di sangue – ha detto il Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Francesco Rucco (FdI) - Sono quindi orgoglioso di sostenere FIDAS in questa bella iniziativa di sensibilizzazione verso la donazione di sangue: una passeggiata di 90 chilometri, non competitiva, da Vicenza a Venezia nel segno della solidarietà.”

“Per noi è fondamentale promuovere la donazione di sangue intesa come un gesto anonimo, gratuito e di grande valore civico. È un atto di solidarietà concreta che contribuisce a salvare vite umane e che rappresenta anche una straordinaria occasione educativa – ha affermato Ines Seletti, consigliera nazionale di Fidas, con delega alla comunicazione - Per questo, è importante che sempre più giovani si avvicinino a questa realtà, anche perché c'è la necessità di garantire un ricambio generazionale tra i donatori. E il primo esempio, spesso, arriva proprio dalla famiglia: molto frequentemente il ragazzo o la ragazza che decide di donare il sangue il giorno del diciottesimo compleanno lo fa perché è cresciuto in un ambiente familiare dove la donazione è già un valore condiviso. Promuovere la donazione di sangue significa quindi, non solo rispondere a un bisogno sanitario essenziale, ma anche trasmettere alle nuove generazioni una cultura della solidarietà, della responsabilità e dell'attenzione verso gli altri. Ricordo che questa maratona solidale si colloca nel quadro della campagna realizzata da Fidas nazionale ‘Metti in moto il dono’.”
Alberto Pieran, consigliere FIDAS Venezia, ha spiegato che “il nostro obiettivo è far sì che la donazione di sangue diventi un vero e proprio percorso di vita, una scelta di responsabilità e di solidarietà che accompagni le persone nel tempo. Dobbiamo evidenziare un concetto semplice ma fondamentale: il sangue artificiale non esiste; la disponibilità di sangue e di emoderivati dipende quindi esclusivamente dalla generosità dei donatori. Senza il loro contributo, molte cure e molti interventi non sarebbero possibili. Ecco perché siamo convinti che ogni donatore sia, concretamente, un costruttore di vita. Con un gesto semplice e volontario, si contribuisce a garantire salute, speranza e futuro a tante persone. È però indispensabile continuare a sensibilizzare la comunità, coinvolgendo non solo i cittadini, ma anche le istituzioni, il mondo dell'associazionismo, della scuola e dello sport, affinché la cultura della donazione diventi un patrimonio condiviso e sempre più radicato nella nostra società. La maratona ‘Io dono, Lui Vi-Ve’ non è una gara, non ci sono classifiche, si parte assieme e assieme si arriva. I chilometri percorsi ci insegnano che, senza donazione di sangue, tanti percorsi di cura sono destinati a fermarsi prima del traguardo; noi vogliamo invece che questi percorsi siano accessibili a tutti. L’iniziativa ci insegna anche che la solidarietà non è racchiusa in uno scatto improvviso, ma viene espressa passo dopo passo, assieme agli altri. Donare è assumere una certa immagine di sé, per contribuire a rendere migliore la vita degli altri. Donare è sentirsi parte di un corpo sociale dove la solidarietà circola grazie alla generosità di ciascuno.”

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