Comunicato Stampa: Moneta regionale, opportunità per il Veneto. Szumski (Resistere Veneto): “È nel nostro programma"
‘Moneta regionale: un’opportunità per il Veneto’. Szumski (Resistere Veneto): “È uno dei punti che abbiamo inserito nel nostro programma: presenteremo una proposta normativa che possa avvantaggiare i cittadini”
(Arv) Venezia, 23 giugno 2026 - Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale Riccardo Szumski (Resistere Veneto) è intervenuto sul tema ‘Moneta regionale: un’opportunità per il Veneto - strumenti di fiscalità e di credito locale per sostenere l’economia reale e le imprese del territorio’ - assieme a Fabio Conditi, presidente dell’associazione ‘Moneta Positiva’, e a Francesca Salvador, imprenditrice, presidente dell’associazione ‘SalusBellatrix’.
Il consigliere regionale Riccardo Szumski ha ricordato che “tra i punti inseriti nel programma di Resistere Veneto, c’era anche l’istituzione della moneta regionale. Vogliamo essere concreti nelle nostre proposte e siamo quindi pronti a redigere una proposta normativa per introdurre la moneta regionale nella legislazione del Veneto. L’iniziativa vuole produrre benefici concreti per il nostro territorio e, soprattutto, per i nostri cittadini, e si collocherebbe nel solco dell’autonomia regionale.”
Fabio Conditi, nel suo intervento, è partito dall’analisi dell’economia di oggi, “che uccide, perché noi siamo al suo servizio, mentre dovrebbe essere il contrario: l’economia dovrebbe soddisfare i bisogni individuali e collettivi attraverso l’utilizzo di risorse scarse. E anche la Regione del Veneto ha l’obbligo statutario di eliminare gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona.”
Conditi ha quindi ripercorso l’evoluzione storica della moneta, da “Aristotele, che aveva già capito che la moneta è un mezzo convenzionale di scambio. Fino ad oggi, quando la moneta si crea dal nulla ed è svincolata dall’oro. Ricordo che lo Stato ha il potere di imposizione giuridica, esercitato sulla moneta a corso legale, e detiene il potere di imposizione fiscale, prevedendo l’obbligo di pagare le tasse.”
“Sorge quindi una domanda fondamentale – ha osservato Fabio Conditi - Se la moneta è uno strumento convenzionale, perché allora non ne disponiamo a sufficienza per soddisfare tutti i nostri bisogni? La risposta è la possibilità di creare una moneta elettronica pubblica, che trae fondamento giuridico innanzitutto dall’articolo 114 bis del Testo Unico Bancario, che permette alle istituzioni pubbliche di emettere moneta elettronica. Tra altre fonti, cito la nostra Costituzione che, all’art. 119, comma 1°, sancisce che ‘le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa’, e che, al comma 2°, prevede che ‘le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri’.”
“Oggi – ha spiegato il presidente dell’associazione ‘Moneta Positiva’ - utilizziamo la moneta quasi esclusivamente come strumento di scambio, ma spesso dimentichiamo che la maggior parte della moneta in circolazione non è costituita da banconote o monete metalliche, bensì da moneta elettronica privata. In questo contesto, anche le istituzioni pubbliche possono svolgere un ruolo innovativo, nel pieno rispetto della normativa vigente e delle regole europee. La Regione del Veneto, grazie alla propria autonomia finanziaria e fiscale, può valutare strumenti innovativi, come i crediti d'imposta cedibili, già riconosciuti dall'ordinamento europeo. Si tratta di strumenti che, una volta immessi nell'economia reale, possono favorire gli scambi, sostenere le piccole e medie imprese, che oggi incontrano difficoltà nell'accesso al credito, e contribuire a rafforzare il potere d'acquisto delle famiglie. L'obiettivo è duplice: da un lato, finanziare investimenti e politiche pubbliche senza generare nuovo debito o aumentare il deficit; dall'altro, creare un circuito economico virtuoso capace di valorizzare il risparmio dei cittadini e di stimolare la crescita del territorio. La ‘moneta regionale’ non sostituirebbe l'euro, ma rappresenterebbe uno strumento elettronico a valenza fiscale, basato su crediti d'imposta cedibili e liberamente scambiabili tra cittadini e imprese attraverso una piattaforma dedicata (SIRE - sistema integrato di risparmio erariale). Un'opportunità concreta per rafforzare l'economia veneta, sostenere il tessuto produttivo locale e promuovere maggiore resilienza economica nelle comunità del nostro territorio. In sintesi, la Regione Veneto potrebbe creare moneta elettronica fiscale, attraverso crediti d’imposta cedibili a tutti, che permetterebbero di ridurre le tasse regionali dopo due anni; moneta elettronica fiscale che avrebbe le caratteristiche della stabilità, di non scadere mai e di essere garantita dalla Regione stessa.”
Francesca Salvador, imprenditrice, presidente dell’associazione ‘SalusBellatrix’, ha sottolineato che “l’economia è la differenza tra la vita e la morte delle persone e di intere comunità; la moneta è unità di misura dell’operosità dell’essere umano. Il Veneto deve poter disporre dell’autonomia monetaria per poter soddisfare le proprie esigenze: il percorso che deve seguire è quello di implementare la conoscenza e di condividere le informazioni con le persone.”
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