Comunicato Stampa: Presentato il cortometraggio ‘As the Sea’, uno dei progetti più significativi del cinema sociale
Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica) ha presentato ‘As the Sea’, un cortometraggio del regista noalese Andrea Corazza, incentrato sul tema dell'affettività nella disabilità. Uno dei progetti più significativi del cinema sociale italiano, che sta rappresentando l’Italia e il Veneto in festival e manifestazioni cinematografiche di rilievo mondiale, contribuendo alla valorizzazione culturale e artistica della Regione.
Il cortometraggio, della durata di 15 minuti, è ambientato nel Centro Don Orione di Chirignago (Venezia) e a Eraclea Mare. I principali protagonisti sono Andrea Bruni e Jessica Bordin, due attori con disabilità. Il lavoro si fregia del patrocinio del Consiglio regionale del Veneto, della Città Metropolitana di Venezia, delle Città di Venezia ed Eraclea.
Una storia d'amore autentica, capace di andare oltre la disabilità e parlare a tutti, mettendo al centro il bisogno universale di amare ed essere amati. È questo il messaggio di ‘As the Sea’, cortometraggio ispirato a una vicenda realmente accaduta, che racconta un sentimento che nasce e cresce in silenzio, ma che non si rassegna a scomparire.
Il consigliere regionale Alessio Morosin ha ricordato che “il regista, Andrea Corazza, è figlio della nostra terra, ha 25 anni, è cresciuto artisticamente seguendo l’esempio di figure autorevoli, come il grande e discusso fotografo Oliviero Toscani, ricevendo gli strumenti necessari per entrare nel mondo della comunicazione con la voglia di raccontare la realtà senza infingimenti, in una forma moderna di verismo. Corazza, nel suo lavoro, ci racconta una storia d’amore tra due giovani con disabilità, che però hanno il legittimo diritto di vivere in modo pieno la loro affettività, che tocca la parte più interiore di noi. Corazza ha trattato il tema in modo diretto, rompendo quell’ipocrisia che sovente vi aleggia. È partito da una storia vera e l’ha voluta raccontare al mondo. Merita il sostegno della nostra Regione.”
L’Assessore regionale al Sociale, Paola Roma, si è complimentata con il regista Andrea Corazza e con gli attori, sottolineando che il cortometraggio rappresenta “una bellissima opportunità per mostrare come il mondo del cinema possa diventare uno strumento per raccontare e spiegare i progetti di vita, fondamentali per ogni persona e, ancora di più, per soggetti con disabilità, in relazione alle opportunità che possono avere e al contributo che ciascuno può offrire all'interno della collettività. Ringrazio quindi davvero il consigliere regionale Alessio Morosin per avermi dato la possibilità di conoscere questa iniziativa che si inserisce perfettamente nell'ambito delle progettualità che stiamo portando avanti con il ministro per le Disabilità Locatelli, che ha finanziato la formazione nella nostra Regione sul tema del progetto di vita. Rappresenta infatti un'ulteriore opportunità per far conoscere questo percorso, non soltanto alle circa 11 mila associazioni iscritte al RUNTS, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, e alle diverse realtà che operano nel settore, ma anche a un pubblico più ampio, attraverso il linguaggio cinematografico. Il cinema, infatti, è uno strumento capace di coinvolgere tutti e di arrivare in modo immediato anche alle giovani generazioni. Permette di raccontare esperienze concrete e di mostrare come ogni persona, nel proprio percorso di vita, possa incontrare difficoltà che devono essere affrontate e superate. Credo che sia fondamentale partire proprio da esempi concreti come questo per promuovere una maggiore consapevolezza e una cultura dell'inclusione, valorizzando le capacità, le aspirazioni e le opportunità di ciascuno. La perfezione non esiste e quindi dobbiamo lavorare di più sull’imperfezione, coinvolgendo in primis i giovani.”
“Ho voluto trasformare l’arte in qualcosa di utile, trattando tematiche importanti, cercando di raggiungere un target diverso da quello tradizionale, con un budget ridottissimo – ha raccontato il regista Andrea Corazza - Ho avuto modo di conoscere la realtà del Centro ‘Don Orione’ di Chirignago e, confrontandomi con il Direttore, mi sono avvicinato alla tematica dell’affettività nella disabilità, che mi è entrata dentro. Così, mi sono messo a scrivere, costruendo un vero e proprio progetto che ha coinvolto le giovani generazioni e il mondo scolastico. Al di là dei tanti riconoscimenti ottenuti, che sono sicuramente importanti, l’aspetto più bello di questa esperienza è stato avere avuto l’opportunità di parlare alle scuole, ai giovani e alle famiglie, che vivono quotidianamente la tematica che ho affrontato.”
Andrea Bruni, attore con disabilità, ha confidato le emozioni provate durante le riprese del cortometraggio.
Il progetto nasce da un'esperienza vissuta all'interno del Centro Don Orione di Chirignago, realtà da anni impegnata nell'assistenza e nell'accompagnamento delle persone con disabilità. Alla realizzazione dell'opera hanno collaborato professionisti del territorio veneto, con la partecipazione di due attori con sindrome di Down.
Il cortometraggio, realizzato senza finalità di lucro, utilizza il linguaggio cinematografico come strumento di sensibilizzazione e occasione di riflessione sui diritti, sulla libertà individuale e sul diritto all'affettività delle persone con disabilità. L'intento è superare pregiudizi e barriere culturali, invitando a riconoscere, al di là di ogni condizione personale, la comune aspirazione alla relazione, all'amore e alla realizzazione dei propri sentimenti.
La distribuzione del film non si limita al circuito cinematografico: il progetto viene proposto in festival nazionali e internazionali, scuole, cinema, teatri e incontri pubblici, con l'obiettivo di raggiungere un pubblico sempre più ampio e favorire una maggiore consapevolezza sui temi dell'inclusione e dei diritti.
In breve tempo, “As the Sea” si è affermato come un progetto significativo nell'ambito del cinema sociale italiano. Un'esperienza che unisce impegno civile, sensibilità artistica e valorizzazione delle professionalità del territorio, dimostrando come il cinema possa contribuire a promuovere una cultura più inclusiva e rispettosa della dignità di ogni persona.
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