Comunicato Stampa: Presentato il libro “Foza, il paese dei pastori e dei boscaioli”
Il vicepresidente del Consiglio Veneto, Francesco Rucco (Fratelli d’Italia), ha presentato oggi, a Venezia, nella sala Oriana Fallaci di palazzo Ferro Fini, sede dell’assemblea legislativa regionale, con il Segretario generale del Consiglio, dott. Roberto Valente, il libro di Luigi e Gabriele Menegatti e Santo Lunardi, intitolato “Foza, il paese dei pastori e dei boscaioli” (Ronzani editore), dedicato alla storia, alle tradizioni e alle famiglie dei Fodati, gli abitanti di Foza, sull'Altopiano di Asiago; il volume - circa 600 pagine - è una ricostruzione corale della storia di Foza basata su documenti d'archivio, memorie, fotografie, mappe geografiche, e sul ruolo della pastorizia, del lavoro nei boschi, il tutto intrecciato alle vicende che riguardano le famiglie, le contrade, le guerre e l’emigrazione.
“Questo libro racconta la storia di Foza e la vita dei pastori e dei boscaioli - ha ricordato il vicepresidente Rucco - ma ripercorre anche le origini cimbre della comunità, dalle sue radici fino ai giorni nostri, arrivando ai tempi più attuali e recenti. La presentazione di questo volume avviene a Venezia, un particolare che merita di essere evidenziato: Foza, infatti, ha un profondo legame storico e commerciale con la Serenissima Repubblica di Venezia che risale al Medioevo, un legame che contribuisce a rendere ancora più significativo questo incontro. Leggendo la storia di questo paese di montagna, ritroviamo anche le difficoltà che Foza, come tanti altri centri montani, ha dovuto affrontare nel tempo, a partire dallo spopolamento e dall’abbandono delle contrade. È un tema al quale la Regione del Veneto presta attenzione da tempo e sul quale sta lavorando attraverso misure di sostegno finalizzate al ripopolamento dei nostri paesi di montagna, al recupero delle contrade e alla loro valorizzazione: anche nelle pagine dedicate a Foza ritroviamo questi temi, che riguardano non soltanto la storia e l’identità delle nostre comunità, ma anche il loro futuro e la necessità di preservare e valorizzare un patrimonio umano, culturale e territoriale fondamentale per il Veneto”.
“Ed è in effetti corretto e importante sottolineare i rapporti tra la Repubblica di Venezia e i paesi di montagna - ha aggiunto Luigi Menegatti, già sindaco di Foza e coautore del volume, collegato da remoto - in particolare i nostri paesi, che davano alla città la carne, la lana, il legname su cui sorge la città di Venezia, il carbone di legna per riscaldare le case e per produrre il vetro. Ma abbiamo anche tanti paesani sparsi per il mondo, emigranti di seconda e terza generazione: abbiamo voluto realizzare questo lavoro pensando soprattutto a loro, perché quando tornano a Foza, o quando ci chiedono di conoscere le proprie radici, vogliono capire chi siamo, chi eravamo e qual è la nostra storia. Per questo abbiamo voluto offrire un contributo alla memoria della nostra comunità, anche attraverso pagine dedicate a tutti i nostri emigranti che vivono in Australia, negli Stati Uniti, in Brasile, negli altri Paesi delle Americhe e in tante nazioni europee: a tutti loro va il mio ringraziamento, siete partiti con le sole vostre mani, tanta buona volontà e tanto affetto, e avete saputo tenere alto il nome di Foza, dell’Altopiano e dell’Italia intera. Accanto alle storie dei pastori che caratterizzano il libro, trovano spazio anche le storie dei recuperanti, vicende particolari e drammatiche che ha segnato l’Altopiano, il monte Grappa e il Cadore: per poter vivere, tante persone erano costrette a raccogliere residuati bellici del primo conflitto mondiale, mettendo a rischio la propria vita e credo che, insieme alla Regione, potremmo immaginare un percorso per recuperare e valorizzare anche questa storia, che non riguarda soltanto Foza e l’Altopiano, ma è condivisa da molti territori dell’antica Repubblica Veneta”.
“Il libro è suddiviso in sezioni tematiche - ha aggiunto Gabriele Menegatti, figlio di Luigi, e coautore del testo - ciascuna organizzata secondo un criterio cronologico. Si parte dalle prime testimonianze documentarie su Foza, risalenti a quasi mille anni fa, per ripercorrere le vicende del paese, dal periodo medievale al legame con la Serenissima, passando per la Reggenza dei Sette Comuni e per le trasformazioni che hanno segnato i secoli successivi. Una parte importante è dedicata alla pastorizia, mentre altre sezioni affrontano temi come il banditismo e arrivano fino alle vicende più recenti, attraverso testimonianze e storie di vita vissuta. La storia locale permette di andare oltre i grandi eventi e i dati statistici, per conoscere le persone, le loro esperienze, i sentimenti e le emozioni. È una memoria più vicina alla vita quotidiana, che restituisce un volto umano alla storia di una comunità. Un aspetto che sento particolarmente vicino anche per il mio legame con l'emigrazione veneta e, in particolare, con quella di Foza”.
“Quando ho iniziato a studiare la storia della pastorizia - ha ricordato Lunardi, il terzo coautore del volume - ho scoperto quanto questo fenomeno fosse stato centrale per Foza, soprattutto nei secoli passati: all’epoca napoleonica, circa il 70% della popolazione era costituito da pastori, percentuale che diminuì progressivamente, fino ad arrivare a circa il 10% alla fine dell’Ottocento. Foza era punto di riferimento per la pastorizia e per la transumanza nell’intero Veneto. Le fonti storiche raccontano di famiglie che trascorrevano gran parte dell’anno in pianura con le proprie greggi, spostandosi lungo i fiumi e raggiungendo territori anche molto lontani dall’Altopiano. Nei documenti del passato, i pastori provenienti da queste zone venivano spesso identificati come “pastori fozati”, a testimonianza del ruolo particolare che la comunità di Foza aveva assunto in questa attività, e anche il nome della pecora Foza, conosciuta pure come pecora dei Sette Comuni o pecora vicentina, può essere letto alla luce di questa tradizione. Il libro ricostruisce inoltre la vita dei pastori, il valore delle greggi nell’economia familiare, negli scambi e nell’acquisto dei terreni, ma anche le difficoltà e i rapporti talvolta conflittuali con le comunità incontrate durante i lunghi periodi trascorsi in pianura. Attraverso documenti e testimonianze, emerge una storia che racconta non soltanto un mestiere, ma un modo di vivere che per secoli ha segnato profondamente l’identità di Foza e dei suoi abitanti”.
“Questo libro ci aiuta a riscoprire una storia ricca e articolata - ha concluso il sindaco di Foza, Bruno Oro - fatta di tradizioni, identità e vicende che hanno segnato profondamente la nostra comunità. Molte di queste esperienze, come quelle legate alla pastorizia e, in particolare, alla vita dei recuperanti, non appartengono a un passato così lontano: sono storie che hanno coinvolto famiglie e persone a noi vicine e che continuano a vivere nella memoria dei nostri paesi”.
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