Comunicato Stampa: Presentato l’ultimo libro di Anil Celio ‘Ho sognato un delitto’.
(Arv) Venezia, 17 settembre 2026
Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale Mirko Patron (Forza Italia), assieme all’assessore regionale Elisa Venturini, ha presentato l’ultimo libro di Anil Celio ‘Ho sognato un delitto’, dialogando con l’autrice.
Il romanzo si fregia della presentazione di Andrea Colasio, assessore alla Cultura del comune di Padova.
Il consigliere regionale Mirko Patron, nell’introdurre la presentazione dell’opera, ha sottolineato che “l’autrice, attraverso le storie narrate, spiega come dovrebbe essere la vita: un mondo ricco di pace, amore, amicizia e lealtà. Anil ci insegna la caparbietà: nella quotidianità, ci possono essere vittorie e sconfitte, ma dobbiamo avere la forza di perseverare nei nostri obiettivi e dare sostanza ai sogni.”
“Oggi, con la presentazione del libro qui, a palazzo Ferro Fini, riconosciamo il valore dell’ultima fatica letteraria di Anil Celio, che in passato è già stata ospite nella sede del Consiglio regionale con l’illustrazione di altri suoi volumi – ha ricordato l’assessore regionale Elisa Venturini - Con ‘Ho sognato un delitto’, Anil aiuta a riflettere sulla contemporaneità e, in particolare: sul ruolo della Stampa, capace di creare ‘mostri’; sul fatto che gli ideali permettono alle persone di superare gli ostacoli e di realizzare la giustizia; su rapporti malati che si possono innescare in ambito familiare, come la gelosia. L’autrice ha la capacità di indagare all’interno dell’animo umano ed è una persona molto abile nel relazionarsi con gli altri; lo ha dimostrato creando e animando l’associazione ‘Padovani nel Mondo’. Ho avuto modo, da praticante avvocato, di frequentare i tribunali, che sono luoghi di sofferenza: ci vuole coraggio nell’immedesimarsi nel ruolo di avvocato penalista e nel raccontare eventi forti, impregnati di sofferenza, mettendo in risalto aspetti dell’animo umano, come ha fatto Anil Celio nella sua opera.”
Anil Celio, con alle spalle già dieci pubblicazioni, ha chiarito di aver scritto “una storia che possiamo riscontrare tutti i giorni nella realtà. Ho conosciuto entrambi i personaggi principali del libro: due avvocati, madre e figlia. Parlo di una gelosia che corrode e distrugge; che spinge la figlia a uccidere la madre, dando colpa al segretario, innocente. Ci sarà un processo con arringa finale. L’avvocato sarà Anil…per dimostrare l’innocenza dell’indagato, perché credo fortemente nella giustizia. Nella vita, non sempre troviamo una legge semplice: spesso, essa è ingarbugliata. Sono d’accordo con chi afferma che dove finisce la legge inizia la giustizia, che è fatta da noi. Dobbiamo essere animati dal rispetto, dalla voglia di dialogare e di alimentare buone relazioni, di sostenere la vera amicizia. Dobbiamo dare valore al sorriso delle persone.”
“Ho iniziato a scrivere giovanissima – ha confidato l’autrice – Scrivere è stata la mia medicina contro la solitudine. Scrivo e parlo di notte, quando posso ascoltare me stessa.”
Il romanzo si apre con un delitto misterioso, consumato in una buia giornata di pioggia: la vittima è una celebre e qualificata avvocata, mentre in tempi fin troppo rapidi si cerca di individuare un colpevole, secondo un meccanismo purtroppo non estraneo alla realtà giudiziaria.
La protagonista è Giada, una giovane avvocata che condivide con la vittima la professione e che si trova coinvolta nella vicenda, tra indagini, giustizia e interrogativi sul caso e sul destino. Nella migliore tradizione del noir, amore e morte si intrecciano, ma lo fanno attraverso la particolare sensibilità filosofica di Anil Celio.
Al centro del racconto emerge infatti una visione profondamente vitale e ottimista: il piacere della convivialità, il valore della comunità e del dialogo, ma soprattutto la capacità della vita di offrire opportunità inattese proprio quando lo scenario sembra improvvisamente cambiare.
È il caso, l'imprevisto, a innescare anche la vicenda sentimentale che corre parallela al noir giudiziario. Un'auto che sfreccia accanto a Giada in una giornata di pioggia, una pozzanghera, gli schizzi d'acqua sul suo abito: un episodio apparentemente casuale diventa l'innesco di nuovi incontri e nuove possibilità. Così, quasi come un elemento piovuto dal cielo, la storia d'amore entra progressivamente nel romanzo, intrecciandosi all'indagine e diventando parte di una riflessione più ampia sulla casualità e sulla leggerezza dell'esistenza.
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