CRV - Camani (Pd): “Proponiamo modifica Statuto regionale per reintrodurre principio unità nazionale

(Arv) Venezia 18 apr. 2023  - Nel corso di una conferenza stampa, oggi, a palazzo Ferro Fini, la consigliera regionale del Partito Democratico,  Vanessa Camani , ha presentato una proposta di revisione dello Statuto regionale, sottoscritta anche dal Capogruppo Dem,  Giacomo Possamai , e dal presidente della Quarta commissione consiliare,  Andrea Zanoni , volta a reintrodurre il principio dell’unità della Repubblica italiana. È intervenuto anche  Ivo Rossi , già dirigente del Ministero per gli Affari Regionali.

 

La consigliera  Camani  ha sottolineato la necessità di “reintrodurre il riferimento all’unità nazionale, presente nell’articolo 1 dello Statuto regionale del 1971, poi cancellato dal nuovo testo statutario del 2012; ciò alla luce dell’articolo 5 della Costituzione che sancisce, da una parte l’unità e l’indivisibilità della Repubblica italiana, dall’altra il riconoscimento e la promozione delle autonomie locali”.

Per la proponente “l’autonomia delle regioni è fondamentale per perseguire il benessere dei cittadini, ma all’interno dell’unità nazionale. Questa nostra proposta assume una valenza particolare alla luce dall’interpretazione, per noi distorta, che negli ultimi anni è stata data, dalla Lega e dal presidente Zaia, alle legittime aspirazioni dei territori a poter disporre di una maggiore autonomia e a esercitare più funzioni in correlazione alle peculiarità territoriali; è stata scelta la logica sbagliata della contrapposizione con Roma e con le altre istituzioni, invece di privilegiare la collaborazione istituzionale. Questa errata interpretazione, negli ultimi vent’anni, non ha prodotto alcun risultato apprezzabile. Crediamo che, proprio adesso, quando si dice che l’autonomia potrebbe essere a portata di mano, sia quanto mai opportuno rileggere le legittime aspirazioni di autonomia tornando alla prospettiva originaria dell’unità nazionale”.

Per Vanessa Camani la proposta di legge Calderoli sull’autonomia differenziata “non va assolutamente bene in quanto aumenta le sperequazioni tra i territori e inasprisce le contrapposizioni tra Nord e Sud del Paese, senza peraltro avere la forza per andare avanti in Parlamento. Noi ci impegneremo per migliorare questa proposta normativa rendendola appetibile e interessante per tutte le regioni. Dobbiamo infatti superare la logica che vede contrapposte regioni ricche e regioni povere: le giuste aspirazioni dei cittadini veneti all’autonomia devono essere interpretate in un’ottica solidaristica. Avevano ragione i nostri Padri costituenti e i Padri dello Statuto del 1971: l’autonomia deve essere pensata per esercitare meglio le funzioni amministrative e garantire ai cittadini servizi più efficienti, ma all’interno dell’unità nazionale. Perché un conto è l’autonomia, che va bene, un altro l’indipendentismo, che va rifiutato”.

 

Per  Ivo Rossi  “lo Statuto del Veneto, nella sua versione originaria, aveva un contenuto importante in quanto, da un lato riconosceva il valore dell’autonomia della Regione, dall’altro sanciva l’unità della Repubblica. Nel momento in cui è stato tolto il riferimento all’unità nazionale, si è deciso di andare in direzione opposta, adottando atti concreti per realizzare l’indipendenza e la sovranità del Veneto. Questa scelta sbagliata, che solo in apparenza sembrava confinata al dibattito veneto, in realtà ha innescato l’ostilità a livello nazionale nei confronti del regionalismo asimmetrico e dell’autonomia differenziata, propugnata dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. È quindi opportuno riportare il dibattito su un binario in cui l’unità e l’indivisibilità della Repubblica non siano messe in discussione: di fronte a una cosa ovvia vediamo quale sarà l’atteggiamento del Consiglio regionale”.

Ivo Rossi ha anche auspicato che “il Veneto recuperi quel ruolo da protagonista sul palcoscenico nazionale che aveva ai tempi di personalità politiche di assoluto spessore come Gui, Tina Anselmi, Mariano Rumor, il già presidente della Giunta regionale Bernini. L’impressione è che la nostra Regione, negli ultimi anni, abbia scelto di andare per conto proprio e questo, a mio avviso, non può funzionare, soprattutto in un momento storico complicato come quello che stiamo vivendo oggi in cui, anche a livello europeo, si mettono in discussione le diverse unità. Per questo, invochiamo più unità e più democrazia: ribadire questi aspetti con atti concreti è una dimostrazione di intelligenza politica e assume una responsabilità nazionale anche per la classe dirigente veneta, chiamata a progettare il nostro futuro”.

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