Test animali, studio chiede di ridefinire le sostanze d’abuso

Aggiornare la legge che regola la sperimentazione animale ridefinendo le sostanze d'abuso, che attualmente includono molecole molto diverse fra loro, come l'alcol e i farmaci per la terapia del dolore. Lo propone lo studio pubblicato sulla rivista Alternatives to Laboratory Animals, coordinato da Arti Ahluwalia direttrice del Centro di Ricerca 'E. Piaggio' dell’Università di Pisa.La proposta suggerisce inoltre di considerare anche l’impiego di animali meno senzienti, come gli insetti, non protetti dalla legge.

A definire in Italia la sperimentazione animale per la ricerca scientifica è una legge del 2014 che attua le direttive europee e prevede una serie articolata di definizioni e restrizioni. Una di queste restrizioni riguarda le cosiddette sostanze d’abuso, un insieme molto ampio nel quale ricadono sostanze molto differenti tra loro come nicotina e alcool fino a farmaci usati per le terapie del dolore, come la morfina.

A causa di una lunga serie di rinvii, la legge del 2014 non è stata ancora attuata, l’ultima proroga è fino al 2025, ma di fatto vieterebbe l’uso di sperimentazione su animali dell’intera categoria delle sostanze d’abuso, impedendo così test anche su molecole importanti nelle cure palliative, e contradicendo le normative per la messa in commercio dei medicinali.

Nello studio vengono analizzate le implicazioni del divieto italiano all'uso di animali per tale ricerca, proponendo soluzioni concrete e basate sull'evidenza, tra cui la possibilità di utilizzare in alcune sperimentazioni anche animali non inclusi nella legge, ad esempio insetti di cui in questi anni è stata dimostrata l’utilità in varie tipologie di test per sostanze d’abuso. “In vista del 2025 - ha concluso Ahluwalia - sarebbe opportuno riaprire un dibattito per riformulare alcuni passaggi della legge in particolare sulle sostanze d’abuso, e incentivare l’uso anche di altri essere viventi, tra cui gli insetti”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA