Quanto tempo passiamo con il telefono in mano a scrivere su Facebook o Whatsapp, oltre a quelle trascorse davanti allo schermo del Pc per studiare? Arriva la sera guardiamo un film sul nostro televisore a Led e, infine, prima di addormentarci leggiamo le ultime notizie sul tablet. Tutte situazioni di normale quotidianità che evidenziano il bombardamento di luce blu-viola (lunghezza d’onda attorno ai 400-420 nm) a cui siamo sottoposti tutti i giorni e che può essere causa di disturbi come secchezza oculare, stress e affaticamento, senza dimenticare mal di testa e alterazioni del ciclo circadiano. La luce artificiale è infatti uno dei fattori più strettamente associati alla deprivazione di sonno: l'esposizione alla luce blu influenza il ciclo circadiano in quanto è in grado di inibire la produzione di melatonina, molecola responsabile di un buon equilibrio sonno-veglia. Insonnia a parte, l’esposizione prolungata alla luce blu può causare patologie alla vista molto gravi e aumentare il rischio di degenerazione maculare, oltre a danni fotochimici alla retina. Gli ultimi studi scientifici sul benessere visivo hanno evidenziato un crescente aumento di patologie legate all’esposizione alla luce blu: possiamo dire che la luce blu è la luce visibile con più alta energia e viene definita con l’acronimo Hev (High Energy Visible). La luce blu, con lunghezze d’onda comprese tra 380 e 500nm, è la parte di luce visibile più vicina ai dannosi raggi UV. Ma se la luce blu è ovunque e presente in natura, solo negli ultimi anni ha avuto un incremento esponenziale a causa dell’aumentato utilizzo dei dispositivi di illuminazione artificiale come monitor, led e smartphone. Riducendo la quantità di luce blu si ottiene immediatamente un effetto riposante e protettivo sugli occhi che risultano meno stanchi e affaticati. Per tagliare le frequenze «cattive» della luce blu esistono infatti sul mercato lenti selettive realizzate con un innovativo polimero in grado di eliminare completamente le lunghezze d’onda dannose. «La lente Shamir Blue Zero protegge dalla luce blu in virtù del materiale con cui è generata: Uv Tect, polimero che assorbe una buona parte della porzione dello spettro di luce blu più vicina agli Uv - spiegano Stefano Chiarla e Fulvio Rizzi del Gruppo ItalianOptic
(www.italianoptic.it) -. Tagliando correttamente la luce blu, queste lenti riducono sensibilmente la sensazione di occhi affaticati, gli occhi arrossati, e le conseguenze come il mal di testa, l’insonnia e la stanchezza oculare. I vantaggi delle lenti Shamir Blu Zero consistono anche nella riduzione dei riflessi grazie ad un trattamento che le rende ottimali anche per la guida serale, riducendo il fastidio determinato dai fari led». Filtro luce blu: perché usarlo
per proteggere i nostri occhi Le patologie legate all’esposizione alla luce blu-viola
La soluzione: le lenti blu