Due intervalli sono meglio di uno
Così fa la Scuola Svizzera di Bergamo

Ci sono scuole a cui una sola ricreazione non basta. Ad esempio, la Scuola Svizzera di Bergamo. E sabato 18 gennaio è tempo di Open Day per conoscere da vicino il metodo didattico.

Due intervalli, sì, leggete bene. Per molte delle scuole italiane è pura fantascienza, ma non alla Scuola Svizzera di Bergamo dove i bimbi di materna, elementare e medie sono abituati a fare due pause per spezzare l’orario durante la lunga giornata di studio.

Ma cosa succede durante il doppio intervallo? Sono due pause con merenda e uscita obbligatoria in giardino. Per i dirigenti scolastici sono momenti fondamentali in cui il bambino non solo prende aria ma si scopre muovendosi e si relaziona col proprio corpo, con l’ambiente e con gli altri bimbi in un contesto non istituzionalizzato dal mondo adulto.

Gli intervalli, momenti di scoperta del mondo “fuori”

Durante l’intervallo il gioco e il confronto con l’altro la fanno da padrona, ma soprattutto è il contatto con la natura e di quello che c’è “fuori da” (da scuola, lezioni, verifiche e interrogazioni) che ha un ruolo fondamentale nella didattica di questa scuola.

La Scuola Svizzera adotta infatti un approccio pestalozziano, dal nome del pedagogo svizzero illuminista Heinrich Pestalozzi, e vuole che il bambino osservi, deduca e sia libero di fare esperienza del mondo per intrecciare relazioni basate sul rispetto.

Un punto di vista che si inserisce perfettamente nella volontà di re-immaginare la didattica a contatto col verde e con la natura. Uno studio recente organizzato dalla Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico e dalla Fondazione Internazionale Menarini ha notato come, se nelle scuole o nelle immediate vicinanze ci sono albero o piante, hanno voti più alti. Il contatto con l’ambiente esterno migliorerebbe la memoria e l’attenzione.

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Bambini più ricettivi con i doppi intervalli e l’approccio pro-attivo

La decisione di adottare la doppia pausa, da sempre presente nella didattica della Scuola Svizzera, è in linea con l’articolazione della giornata scolastica che, per le elementari e le medie, prevede cinque lezioni da 45 minuti ciascuna con un approccio pro-attivo.

No quindi a contenuti troppo densi, sì a una didattica fluida con stimoli costanti e compiti di rinforzo (non di approfondimento) che il bambino può fare in breve tempo perché durante la lezione l’insegnante ha già avuto modo di testare con mano il grado di comprensione.

Quarantacinque minuti è un tempo che non affatica il bambino, abituato sempre più a essere già iper-stimolato a casa e con gli amici. Le due pause fanno scaricare le energie che un bambino naturalmente ha, ossigenano la mente e fanno risalire in maniera naturale la curva dell’attenzione durante l’orario di lezione. I bambini sono più freschi, ricettivi e riescono a tenere il ritmo dell’insegnante. Soprattutto quando la lezione di matematica diventa in movimento: per insegnare le addizioni e le sottrazioni, gli insegnanti fanno saltare i bambini in avanti o indietro.

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Sole, pioggia, neve: l’intervallo si fa sempre fuori scuola

La domanda nasce spontanea: e se il tempo non è bello? Pronta la risposta di Fritz Lingenhag, direttore della Scuola Svizzera di Bergamo: “Che ci sia sole o pioggia, l’importante è che gli intervalli si svolgano all’aperto”. E aggiunge: “Esiste un detto tedesco che mi piace dire ai genitori un po’ troppo premurosi nei confronti dei figli ed è Non c’è cattivo tempo, ma solo persone vestite male. Questo la dice lunga sul nostro modo di vedere la scuola e il bambino”.

Non è un caso se i bambini della Scuola Svizzera non hanno una divisa ma una tuta, perfetta per affrontare l’intervallo in ogni condizione atmosferica. E, nel caso dovesse nevicare o piovere, il bambino può giocare e sfogarsi indossando i Regenhosen, pantaloni impermeabili in dotazione presso la scuola e che vanno per la maggiore nei Kindergarten o nelle Schulen tedesche o scandinave. Perché il bambino, durante la pausa, non deve aver paura di sporcarsi o bagnarsi. “Anzi” - conclude Lingenhag - “è un sacrosanto diritto che vogliamo rivendicare”.

Open Day Scuola Svizzera Bergamo, una giornata per conoscersi

Per tutti i genitori bergamaschi e non che vogliono conoscere da vicino il metodo didattico di Pestalozzi, l’articolazione della giornata scolastica e tutti i vantaggi del doppio intervallo, un appuntamento irrinunciabile: sabato 18 gennaio la Scuola Svizzera organizza un Open Day (libero, senza registrazione) dalle 9 alle 13 presso la sua sede di Via Bossi, 44, a Bergamo, zona Monterosso. Saranno previsti momenti di presentazione della scuola a cura degli insegnanti.