Il ritiro anticipato
e il mercato nerazzurro

Quindi i giudizi dell’Eco sulla prestazione di Udine non erano poi così severi. O, comunque, sono molto più condivisi di quello che era emerso nel dopopartita del «Friuli» (a parte il d.g. Marino, i toni di tutti sembravano accomodanti). Altrimenti per quale strana ragione da oggi la squadra andrà in ritiro con 24 ore d’anticipo rispetto alle abitudini di Reja?

Beh, perché la partita di dopodomani col Genoa è una delle sfide chiave della stagione, certo. Ma anche (soprattutto?) perché il dopo-sosta ha deluso le aspettative generali. A Udine l’Atalanta ha sbagliato approccio, atteggiamento, tattica. La squadra, con sfumature che sono nei particolari, ha ripetuto il secondo tempo di Bologna e la partita con il Chievo. E due scivoloni e mezzo (tre nei risultati) nelle ultime otto partite non sono un bel segnale. Al punto che uno pacato come Reja ha deciso di mandare questo messaggio: adesso prepariamoci in modo diverso dal solito perché ci aspetta una gara speciale. E la squadra molle vista in due delle ultime tre gare rischierebbe di buttare al vento mesi di lavoro.

Si badi bene, non c’è il pericolo di compromettere la stagione. I risultati della domenica hanno giocato a favore dei nerazzurri, per tutta una serie di combinazioni dopo tre sconfitte la squadra occupa comunque ancora il 9° posto e il vantaggio sulla zona B è di 9 punti che valgono 10 per il 2-0 dell’andata al Frosinone. Ma proprio a Frosinone si andrà tra due partite da giocare in casa, e la seconda è con l’Inter che vince ovunque. Beh, conta il Genoa, ora quartultimo.

Anche perché poi nel ritorno l’Atalanta affronterà le grandi al Comunale e le piccole in trasferta. E allora sfruttiamo il prossimo mese (da qui al 6 febbraio Genoa, Inter, Sassuolo ed Empoli in casa, in trasferta solo Frosinone e Verona che sono nei guai), per rendere la stagione meno complicata.

Nel frattempo, da qui al prossimo mese, si chiuderà il mercato. E a prescindere dal risultato di Udine, o dalle prove con Genoa e Inter, è certo che l’Atalanta farà mercato. Magari i valori dei singoli un po’ saranno anche legati ai prossimi risultati, ma dal due febbraio vedrete che l’Atalanta avrà tre facce nuove in organico. Un centrocampista perché Carmona è out per mesi, un esterno perché Maxi dev’essere (e sarà...) sostituito, un centravanti perché così non si può restare, se si intendono evitare pericoli di qualsiasi genere.

Ovvio, la società sta lavorando e chiede pazienza, le pressioni del caso già le fa Reja, quanto occorrano i giocatori e quanto sia necessario averli il prima possibile lo capiscono anche i sassi. Ma se l’alternativa è tra un uovo oggi e una gallina domani, ricordiamoci che siamo nelle condizioni (di classifica) di poter aspettare un po’. Soprattutto davanti non serve un anonimo subito. È necessario prendere una punta di sostanza. Se servissero 15 giorni per averla, aspettiamo. Ma non sbagliamo.

Diverso è, invece, il tema dell’esterno. L’osservazione «nel commento di Udine nessun accenno a Maxi» è legittima, ma la scelta si può spiegare. Moralez è andato in Messico, essenzialmente per scelta sua. Vivere di rimpianti non aiuterebbe né l’Atalanta, né D’Alessandro, neppure Gomez. Il «Papu» ora si dovrà prendere ancor più responsabilità, D’Alessandro deve poter giocare sereno, la società sostituirà Maxi. Con scelte che terranno conto anche dei desiderata dell’allenatore. Che al centro dei pensieri di mercato, siatene certi, non ha il sostituto di Maxi. E neppure il ricambio di Carmona. Fate voi. Intanto aspettiamo le scelte di Sartori e dei Percassi. E aspettiamoci sorprese.

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