Volare sulle ali si può
Ma a centrocampo?

C’è ancora la sfida contro il Milan da giocare e onorare domenica sera, no scusate, sabato sera (spostare una partita nella stessa settimana in cui si disputa è uno schiaffo ai tifosi. È triste dirlo, però ormai nulla più ci stupisce del mondo del calcio, come i due accoltellamenti nel derby di Roma che saranno derubricati a fenomeno di costume...), ma Edy Reja è già proiettato decisamente nel futuro nerazzurro.

L’allenatore goriziano ha le idee molto chiare e le ha anche espresse: vorrebbe ripresentare nel 2015/16 il 4-3-3 come cavallo di battaglia, anche se per lui i cambiamenti di modulo non sono un grande tormento. Dipenderà da come sarà composta la rosa. Quella attuale si presta abbastanza bene al progetto, almeno in fase avanzata. Perché c’è già un buon numero di elementi in grado di giocare da esterni. Il più in palla nella volata di campionato è stato Gomez, candidato a diventare un pilastro assoluto nella nuova Atalanta. Fosse entrato prima in forma i nerazzurri non avrebbero dovuto soffrire per mantenersi lontani dall’area retrocessione e si sarebbe segnato di più.

L’importante è che alla fine il talento di Gomez sia emerso, ne godrà da subito l’Atalanta che verrà. Sulla carta sarà uno dei due titolari sulla fascia. Con lui ci sono un D’Alessandro in crescita, un Estigarribia che prima del grave infortunio era fondamentale, uno Zappacosta che ha la gamba per giocare in quella posizione (ma che sarà probabilmente più utile in difesa) e c’è un Raimondi che non vuol mollare.

Ma soprattutto c’è Moralez. Che non è un esterno puro, che preferisce accentrarsi, che è più trequartista. Ma che ha più inventiva e genialità dei compagni e sarebbe prezioso anche in caso di cambio di modulo (4-2-3-1, 4-4-1-1 o 4-3-2-1). Ecco perché, se Maxi vorrà restare - ha ancora due anni di contratto - e accetterà di sedersi magari qualche volta in panchina, l’Atalanta farà bene a non privarsene. Se invece Moralez preferirà congedarsi da Bergamo, ci vorrà un sostituto all’altezza.

Al centro dell’attacco Pinilla sarà quasi inamovibile, perché è un centravanti che segna, anche gol impossibili, e perché si adatta bene al modulo. Denis, pure lui come Moralez ancora con due anni di contratto, sarebbe la prima, valida alternativa e in più dovrebbe esserci in rosa almeno un giovane affidabile con un buon potenziale di gol nel bagaglio. Nel caso invece Denis volesse avere la quasi sicurezza di giocare o optasse magari per un ruolo di riserva in una grande squadra, ecco che per l’Atalanta ci sarebbe il non indifferente problema di individuare sul mercato un giocatore quasi del livello di Pinilla, per avere una valida alternativa al cileno, e non sarà facile. Parliamo sempre nel caso di 4-3-3 e di un solo attaccante di ruolo in campo, perché se si giocasse con due punte (però il 4-4-2 sembra il modulo meno probabile) il parco sarebbe ulteriormente da rinforzare.

Se in difesa i tre obiettivi principali sono svecchiare il reparto, puntare almeno su un centrale di granitica affidabilità e sistemare le fasce almeno nelle alternative a Dramè - che deve ancora maturare e sgrezzarsi - e Zappacosta, nella speranza che non sia ceduto Sportiello, è a centrocampo che si giocherà crediamo la partita più intrigante e per il momento più indecifrabile del calciomercato.

Perché Cigarini e Carmona, i due cardini del reparto, hanno complessivamente deluso le attese (più il Ciga in rapporto alle sue potenzialità) e hanno anche mercato, Migliaccio è una roccia ma non è più un ragazzino, Baselli non ha ancora dimostrato quanto vale realmente ma nel contempo sembra nelle mire di grandi club e la new entry Grassi è sì molto promettente ma è atteso da mille verifiche. E Reja non sembra un allenatore che punta a cuor leggero sui giovani.

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