Martedì 02 Marzo 2004

Omicidio di Gavoi, cuoco bergamasco rischia l’ergastolo

Sarà processato con rito abbreviato Giorgio Arzuffi, il cuoco bergamasco accusato dell’omicidio di Giovanna Pelleu, 83 anni, residente a Gavoi, in Sardegna, strangolata, cosparsa di acido e poi gettata in un fosso sulla Fonni-Monte Spada. A deciderlo è stato, al termine dell’udienza preliminare, il giudice Silvia Mugnaini, accogliendo così le richieste dei difensori degli imputati. Oltre al bergamasco è infatti accusata del macabro delitto anche Francesca Loche, nipote della vittima. Il bergamasco, 51 anni, pasticcere di Paladina, dopo aver confessato l’omicidio, aveva anche consentito agli inquirenti di ritrovare il cadavere della donna.

L’uomo, che rischia insieme alla donna, l’ergastolo, dovrà ora comparire giovedì prossimo davanti al Gup per rispondere di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Per la Loche, invece, ex insegnante elementare e nipote della Pelleu, sarà necessario eseguire prima una perizia psichiatrica che accerti se al momento del delitto la donna fosse in grado di intendere e di volere. L’imputa, che viveva nella stessa palazzina della vittima, sarebbe infatti affetta da gravi problemi psichici legati all’abuso di alcol e psicofarmaci.

Il delitto era avvenuto il 24 settembre scorso: Arzuffi si trovava nell’abitazione della Loche che aveva conosciuto ad Olbia dove era arrivato dopo aver lavorato per la stagione estiva a Porto Ferraio. L’uomo si era stabilito qualche giorno nell’appartamento dell’amica, nella stessa palazzina dove abitava la zia che non aveva gradito la presenza dell’ospite. E proprio a causa delle proteste dell’anziana, pare che la Loche, in un raptus di follia, si sia scaraventata contro la parente, colpendola con calci e pugni. «L’anziana è crollata a terra - ha spiegato il bergamasco - e io l’ho strangolata». Il corpo senza vita della pensionata è rimasta per due giorni nell’abitazione. Successivamente con l’auto, dove sono state trovate tracce di sangue, il cadavere è stato portato in una scarpata nella zona montana di Fonni, indicata con precisione dal bergamasco durante la sua confessione, dove è stato gettato il corpo dopo essere stato cosparso di acido muriatico per cancellare eventuali impronte.

(02/03/2004)

fa.tinaglia

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