Sabato 10 Luglio 2004

Perde il bambino per le percosse

Il feto che portava in grembo aveva solo sette settimane. Lei, R. R., boliviana di trent’anni, lo ha perso a causa delle percosse subite da parte del convivente, H. S., indiano di 23 anni, denunciato a piede libero dai carabinieri della Tenenza di Seriate per procurato aborto.

Tutto è cominciato nella tarda mattinata di giovedì nell’abitazione dove la coppia vive in affitto, in via Alessandri, nel quartiere di Valtesse. Tra il giovane indiano, operaio con regolare permesso di soggiorno, e la donna boliviana, è scoppiata una lite furibonda, a quanto pare per futili motivi. I due sono venuti alle mani e ad avere la peggio è stata l’extracomunitaria, che ha riportato vari traumi in più parti del corpo, in particolare nella regione lombo-sacrale. La donna, tuttavia, dopo lo scontro con il convivente non è andata subito al pronto soccorso a farsi visitare: forse per paura, o forse perché essendo priva di permesso di soggiorno temeva che la sua clandestinità potesse venire a galla. All’ospedale l’ha portata lo stesso convivente, ma soltanto alle 19 di giovedì sera quando, evidentemente, le sue condizioni erano peggiorate. L’indiano l’ha caricata in macchina e l’ha trasportata all’ospedale Bolognini di Seriate, dove è stata accolta al pronto soccorso, medicata e sottoposta ad accurate visite. Ai medici la coppia avrebbe attribuito le ferite sul corpo della donna ad un banale incidente domestico: da una prima ricostruzione dell’accaduto sembra che la boliviana, in un primo tempo, abbia riferito di essere caduta in casa.

La verità è emersa solo alcune ore dopo. Soltanto in tarda serata, infatti, quando al personale ospedaliero la vera dinamica dell’accaduto era ormai chiara, la donna avrebbe ammesso di essere stata picchiata dal convivente. Il litigio risaliva alla tarda mattinata: quando la verità è venuta a galla erano circa le 23.

I medici del Bolognini hanno contattato i carabinieri della Tenenza di Seriate, che sono intervenuti sul posto e hanno raccolto le testimonianze e i referti medici utili a chiarire l’intera vicenda. Il ventitreenne operaio indiano, immigrato regolare e incensurato, è stato denunciato a piede libero per procurato aborto.

I numerosi accertamenti effettuati dai medici hanno permesso di appurare che la trentenne boliviana si trovava in stato interessante e che, purtroppo, aveva perso il feto di sole sette settimane che portava in grembo. L’aborto sarebbe stato causato proprio dal violento litigio avuto dalla donna con il convivente. Per l’extracomunitaria si è reso necessario il ricovero ospedaliero: ieri mattina è stata sottoposta ad un intervento chirurgico di raschiamento. Alla fine i medici hanno sciolto la sua prognosi: si rimetterà in trenta giorni.

I carabinieri della compagnia di Bergamo e della tenenza di Seriate hanno chiarito anche i motivi della lite che avrebbe causato la perdita del bambino: la discussione sarebbe nata per futili motivi di carattere familiare. Una discussione che, presto, è degenerata in violenza.

(10/07/2004)

fa.tinaglia

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