Mercoledì 02 Giugno 2010

Gaia ora respira da sola
Sta bene, presto al «nido»

I medici la tengono sotto osservazione senza perderla di vista un momento, ma a quarantotto ore dalla nascita, la piccola Gaia, respira già da sola, senza più bisogno di alcun aiuto. Sta bene la bimba nata lunedì mattina agli Ospedali Riuniti da una donna in coma da quattro mesi. Gaia è nata alla trentatreesima settimana di gestazione, pesa circa due chili e ora si trova in incubatrice nel reparto di Patologia neonatale dell'ospedale cittadino.

Il papà non le fa certo mancare il suo affetto e la sua vicinanza, così come una zia, che si reca spesso in ospedale per cercare di farle sentire il calore di una mamma.

Gaia resterà dov'è anche per i prossimi giorni, ma i medici sono ottimisti: le sue condizioni non destano preoccupazioni tra gli specialisti che la seguono, convinti che il periodo di maggior rischio sia ormai alle spalle. Nonostante le condizioni di salute della mamma, in questi mesi di gestazione la piccola ha infatti continuato a crescere regolarmente, finchè i medici - la scorsa settimana - non hanno deciso che era arrivato il momento giusto per farla nascere. Dopo il parto, avvenuto con taglio cesareo nel reparto di Ostetricia e Ginecologia, la mamma, una quarantenne che vive in un paese dell'hinterland di Bergamo, è tornata nel reparto di Neurochirurgia, dov'èra ricoverata dalla fine gennaio, in seguito a un'improvvisa emorragia al cervello dovuta a un aneurisma, che l'ha fatta cadere in uno stato vegetativo da cui non si è più ripresa. L'attività del cervello appare compromessa e la donna è caduta in un coma profondo, ma l'attività delle strutture che regolano la secrezione degli ormoni, la temperatura corporea, la funzionalità intestinale e il battito del cuore funzionano regolarmente, a patto che la donna sia costantemente idratata e alimentata. E questo ha consentito di farle continuare la gravidanza regolarmente.

Ora la mamma di Gaia è ricoverata nella terapia subintensiva della Neurochirurgia, in condizioni stabili, ma lo stress cui è stata sottoposta con il taglio cesareo non è certo stato irrilevante. Per lei i medici preferiscono parlare di «coma vigile», piuttosto che di «stato vegetativo» che, tecnicamente, subentra dopo 12 mesi in cui le condizioni del paziente restano immutate. Al momento dell'incidente la donna - che è madre di altri tre figli - era alla sedicesima settimana di gravidanza.

Il ricovero d'urgenza e i tentativi di strapparla al coma si sono rivelati inutili. A quel punto i medici, d'accordo con il marito, hanno deciso di non far nascere subito la bimba, che non avrebbe avuto alcuna speranza di sopravvivere, e di attendere il decorso della gravidanza, attraverso un monitoraggio continuo della mamma e del feto. Con il passare dei giorni e delle settimane, la donna non ha dato segni di ripresa, mentre il feto si è sviluppato regolarmente. Così alla fine della scorsa settimana i medici hanno deciso di far nascere la piccola Gaia e hanno trasferito la mamma in Ostetricia e Ginecologia, dove lunedì mattina è stata sottoposta a un parto cesareo.

La bimba, per ora, resta in incubatrice, e sarà sottoposta ad alcuni esami specifici, ma presto potrà lasciare la Patologia neonatale per essere trasferita al «nido» dell'Ostetricia.

a.ceresoli

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