Martedì 12 Ottobre 2010

Stroncato da infarto a 55 anni
È morto l'inventore del Naèt d'or

Vogatori dei naècc del Sebino in lutto per l'improvvisa scomparsa dell'amico Giorgio Fenaroli di Tavernola, fondatore nel 1989 della nota kermesse remiera «Naèt d'or» e da alcuni anni speaker ufficiale del campionato. L'uomo di 55 anni è stato colto da un grave malore domenica sera in casa. Immediatamente soccorso e trasportato al Bolognini di Seriate, a nulla sono purtroppo valsi i tentativi dei medici di rianimarlo. Poco prima della mezzanotte Fenaroli è infatti morto, lasciando nel dolore la moglie Agnese, e i due figli Mirko di 12 anni e Jessica di 11.

Una morte che ha gettato nel dolore le sorelle Maura, Caterina e Maria Claudia e i numerosi parenti. A stroncare l'entusiasta sostenitore del campionato dei naècc del Sebino è stato con tutta probabilità un infarto. Sarà tuttavia l'autopsia che sarà eseguita oggi a stabilire con precisione le cause delo decesso.

Nato e cresciuto a Tavernola, dove ha rivestito anche il ruolo di consigliere comunale, da 13 anni Fenaroli viveva a Sarnico con la famiglia ma, come dice il cugino Pasquale, «il suo cuore era sempre rimasto al di qua della galleria». Forte era infatti il suo legame con il paese d'origine e perciò i familiari hanno deciso che funerali e sepoltura si terranno a Tavernola. Profondo cordoglio in particolare da parte dei rematori dei naècc, che non riescono ancora a capacitarsi che sia scomparso il loro brillante cronista e convinto supporter. Se lo ricordano ancora tutti con quanta foga ad agosto aveva raccontato in diretta la finale del «Campionato dei naècc del Sebino» e il suo pianto di gioia di fronte alla vittoria dell'armo di Tavernola.

Per questo motivo le associazioni Amici del naet del Lago d'Iseo - Gruppo vogatori amici del Naét di Tavernola, Gente del lago Amici del Naét di Predore, G. S. Clusanina e Amici del Naèt Paratico, Ivan Zoppi, Giacomo Zatti, Terenzio Ghirardelli, Costantino Cancelli, Giuseppe Bosio e Giancarlo Bettoni, insieme agli atleti degli equipaggi, si dicono colpiti e addolorati per aver perso un amico e un collaboratore prezioso per tanti anni e si stringono alla famiglia.

a.ceresoli

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