Giovedì 04 Novembre 2010

L'Udc sui Polimabulatori:
«Basta liti e prime donne»

«La situazione che si è creata fra i Comuni dell'Isola in merito ai Poliambulatori dell'azienda ospedaliera di Treviglio a Ponte S.Pietro, e al loro eventuale trasferimento, ci lascia alquanto sbigottiti». Lo dice l'Udc di Ponte San Pietro in un comunicato stampa.

«In primo luogo perché solo ora , e con grande sorpresa, ci si rende conto che gli attuali spazi sono un contenitore inagibile per ospitare qualsiasi attività: ed oggi ospita nientemeno che uffici ed ambulatori sanitari! In secondo luogo per queste furiose polemiche che attraversano le Amministrazioni Comunali interessate al problema. Noi crediamo che l'interesse della popolazione non sia quella di assistere a liti fra Comuni, ma piuttosto di vedere i rappresentanti di questi Comuni sedersi attorno ad un tavolo per individuare soluzioni in modo collaborativo e soprattutto nell'interesse del cittadino».

«Assistiamo ad argomentazioni a favore di soluzioni per il trasferimento verso un paese a scapito dell'altro con modalità e schemi a dir poco di retroguardia! La situazione che si è venuta a creare sarebbe invece una grande occasione (ed opportunità) per ripensare ad una diversa organizzazione della sanità sul territorio, mediante la collaborazione fra i vari operatori sanitari – medici di base, medici ospedalieri, medici specialisti, etc. – al fine di superare lungaggini burocratiche a favore dell'utente mediante la individuazione di più poli sul territorio dell'Isola : tre o quattro centri in grado di fare una “prima diagnosi” e rispondere in tempo reale alle richieste dell'utenza per una alta percentuale di casistiche che vengono sottoposte».

«Ritornando alla querelle sui trasferimenti, alcune voci informate dicono peraltro che il Comune di Brembate Sopra non sia in grado di accogliere subito il Poliambulatorio, in quanto gli edifici individuati per essere agibili alla nuova destinazione necessitano di interventi e relativi costi abbastanza importanti: ma allora questi interventi non si potrebbero fare in modo progressivo all'attuale sede?».

a.ceresoli

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