Lunedì 13 Dicembre 2010

Yara, vertice fra Pm e investigatori
Nessuna novità dalle riprese satellitari

A 17 giorni dalla scomparsa di Yara Gambirasio le ricerche non si fermano. E oltre che sul campo si fanno largo con la tecnologia: georadar, screening delle telefonate, controlli dei computer e ora anche le riprese satellitari. Gli investigatori hanno preso in esame alcuni fotogrammi forniti dalle riprese satellitari, purtroppo senza alcun esito. Indagini sono effettuate anche sulle telecamere lungo l'autostrada, mentre prosegue lo screening delle telefonate agganciate alle celle dei paesi vicino a Brembate. Si segue anche la pista del sequestro di persona e questa porterebbe in Svizzera, ma la momento non vi sono riscontri.

Carabinieri e protezione civile sono impegnati in Val Brembana, a Ubiale Clanezzo, in Valle Imagna nei boschi, lungo le rive del fiume Brembo e nelle campagne alla periferia di Curno (Marigolda).  Al momento si esclude anche la pista satanica rimbalzata sulle cronache dei quotidiani e riprese da radio e tv. «Non vi sono elementi - dicono gli investigatori - che portino a una vicenda a sfondo satanico». Gli stessi investigatori smentiscono di aver richiesto informazioni alla Procura di Busto Arsizio che si occupò dell'inchiesta delle cosiddette «bestie di satana».

In mattinata intanto si è tenuto un vertice in Procura alla presenza del Procuratore e del magistrato che indaga sulla scomparsa di Yara, dei carabinieri e degli agenti della Mobile.  L'incontro è servito per fare il punto sugli accertamenti. Si è saputo anche che gli investigatori hanno chiesto informazioni al Gico della Guardia di Finanza che aveva condotto le indagini che portarono all'arresto di due fratelli bergamaschi per riciclaggio e traffico di stupefacenti. Nei giorni scorsi era stata indicata l'ipotesi di un collegamento tra il lavoro del padre di Yara e la vicenda, ma anche questi accertamenti non hanno trovato alcun riscontro.

e.roncalli

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