Gandellino, tornano gli sfollati Imagna e Brembilla: strade aperte

Gandellino, tornano gli sfollatiImagna e Brembilla: strade aperteA partire da questa mattina le 22 famiglie che hanno lasciato da quasi un mese Gandellino a causa della frana che incombe sul paese potranno tornare nelle loro case.

Questo è quanto ha deliberato il Com riunitosi giovedì mattina a Gromo, dopo aver ascoltato la relazione sullattuale stato della frana. Il relatore, l’ing. Claudio Merati, responsabile dell’ex Genio Civile di Bergamo, ha dichiarato che ormai la frana è ferma e anche il macigno che costituiva una seria minaccia per parte dell’abitato è bloccato. Per effetto di queste novita il sindaco Fabrizio Gusmini ha tolto l’ordinanza di evacuazione e da questa mattina le 22 famiglie sfollate sono tornate nelle loro case. Finora gli evacuati avevano trovato ospitalità sia presso parenti a valle sia all’ostello della gioventù e alla pensione Morandi di Valbondione. Lunedi prossimo inoltre, sempre a Gandellino, verra messo in funzione il ponte che permetterà di bypassare la frana per il traffico leggero.

E tra 22 giorni, grazie a una nuova strada, anche Bani di Ardesio uscira dall’isolamento.

Intanto con un significativo anticipo rispetto ai tempi previsti, ieri la Provincia di Bergamo ha riaperto al traffico le strade provinciali della Valle Imagna (sp14) e della Valle Brembilla (sp24), pesantemente danneggiate dal maltempo che si è abbattuto lo scorso mese sulla Bergamasca. «Avremmo preferito miglior occasione che non quella prodotta da un’alluvione per dar prova dell’efficienza della Provincia sulle nuove competenze delegate - ha spiegato il presidente della Provincia Valerio Bettoni -, ma anche in questo caso di calamità trova conferma la convinzione che le istituzioni più vicine alla gente, i Comuni e la Provincia, sono le più adatte ad operare per il miglior governo del territorio».

Nel frattempo a Capizzone è stata demolita, sotto gli occhi dei proprietari, l’ultima casa in bilico Era un po’ il simbolo di questa alluvione.

21/12/2002)

Su L’Eco di Bergamo del 20/12/2002

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