Lunedì 02 Maggio 2011

Migranti, vertice in Prefettura
«Le regole si devono rispettare»

«C'è la necessità di non lasciare soli in queste condizioni di bisogno i profughi tunisini. Abbiamo preso atto delle difficoltà che stanno emergendo e saremo rigorosi nel far rispettare le regole». A parlare è l'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Bergamo Leonio Callioni che nella mattinata di lunedì 2 maggio ha partecipato a un vertice in Prefettura sulla questione dei migranti tunisini presenti sul territorio bergamasco.

L'incontro ha visto la presenza anche del prefetto Camillo Andreana e del questore Vincenzo Ricciardi, oltre che dell'assessore Callioni, del presidente della Provincia Ettore Pirovano e di rappresentanze della Caritas e della Ruah. Nella riunione è stata quindi stabilita l'emergenza di verificare la mappatura delle presenze tunisine sul territorio locale, anche in previsione di nuovi arrivi nei prossimi giorni. Provincia e Comune si sono resi disponibili ad aiutare Caritas e Ruah - «nel limite dei gravi deficit di bilancio» hanno sottolineato le istituzioni - nell'organizzare e inserire i nuovi migranti.

Si tratta di organizzare infatti la loro presenza sul territorio: trovare loro un luogo di accoglienza, ma anche fornire loro i mezzi di sostegno per vivere sul territorio.  E questo, sottolinea Callioni, «evitando di cedere a provocazioni e strumentalizzazioni». Come quella che si è per esempio verificata a Mozzo: nella serata del 1° maggio è dovuta infatti intervenire la polizia alla cena organizzata all'oratorio dal curato don Andrea Pedretti per consentire un incontro tra i profughi tunisini e diversi politici bergamaschi. Al termine della cena, quando il sindaco e i due leghisti Daniele Belotti e Roberto Pedretti stavano informando i profughi sulle possibilità di inserimento e anche sull'opportunità di raggiungere la Francia, due rappresentanti della sinistra antagonista hanno lanciato alcune provocazioni. Le tensioni sono cresciute e il parroco ha chiuso la serata che si è fatta sempre più tesa, tanto da rendere necessario un intervento della polizia.

fa.tinaglia

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