Domenica 21 Agosto 2011

«Così si tutelano i pipistrelli»
Sindaci a lezione in Valpredina

Il Wwf libera i pipistrelli e chiama gli amministratori locali ai corsi ad hoc affinché imparino a tutelare le specie presenti sul territorio. Al Centro di recupero animali selvatici (C.R.A.S.) della riserva naturale Oasi WWF di Valpredina a Cenate Sopra sabato 20 agosto, 13 pipistrelli della specie Pipistrellus kuhlii hanno così riacquistato la libertà.

Il C.R.A.S. Wwf di Valpredina quest'anno ha accolto una quarantina di pipistrelli rinvenuti da privati cittadini in diversi comuni della provincia di Bergamo e Brescia con traumi di varia natura, oppure orfani o per essere venuti in contatto con pesticidi o veleni di differente origine. Il recupero dei pipistrelli è un'operazione delicata che ha richiesto molto tempo ed estrema pazienza - dicono al Wwf proprio per le loro particolari esigenze di alimentazione e stabulazione. Per quasi tre mesi i piccoli animali sono stati curati dagli operatori del Centro che hanno provveduto ad allattarli, svezzarli e ad allenarli al volo.

Il successo del recupero è stato possibile grazie alla specifica formazione del personale e all'allestimento delle strutture necessarie per il recupero di questi piccoli animali (speciali voliere e una stanza di volo dedicata esclusivamente ai pipistrelli).

Il C.R.A.S. WWF di Valpredina - continua la nota - ha voluto in particolare quest'anno approfondire e specializzarsi nelle tecniche di recupero dei chirotteri per celebrare concretamente l'Anno Internazionale dei Pipistrelli (International Year of the Bats 2011/2012). L'ONU infatti ne riconosce la straordinaria importanza in quanto specie con caratteristiche morfologiche ed etologiche peculiari, unici esempi tra i mammiferi in grado di compiere un volo attivo e di eco-localizzare ostacoli e prede anche nella totale oscurità. I Chirotteri rappresentano la gran parte delle specie di mammiferi dichiarate prossime all'estinzione; alle nostre latitudini sono diffusi i Microchirotteri, specie di piccole dimensioni tutte a regime alimentare insettivoro. In Italia i pipistrelli sono tutelati dal 1939 e tutte le specie presenti appartengono alla fauna “particolarmente protetta” (L.n.157/1992) e di "interesse comunitario" (Direttiva 92/43/CEE).

Negli ultimi tempi la considerazione dell'opinione pubblica è certamente migliorata anche se spesso si limita a considerare i pipistrelli semplicemente come degli “antizanzare naturali”. Resta ancora oggi non sufficientemente garantita la tutela di queste specie e in particolare i loro siti di riproduzione e di sosta.

La Riserva naturale Oasi WWF di Valpredina, oltre ad essersi specializzata nel recupero di soggetti feriti o in difficoltà, ha in progetto un primo studio chirotterologico nell'area protetta, condotto da un gruppo di esperti del Piemonte. Inoltre verrà organizzato un corso formativo aperto a tutti gli operatori delle pubbliche amministrazioni che intendono realizzare azioni concrete volte alla tutela dei pipistrelli, in particolare garantendo la protezione dei siti di riproduzione e di sosta presenti negli edifici attraverso specifiche indicazioni normative nei Piani di Governo del Territorio (PGT) dei Comuni.

Sono ormai famose le “bat-box” (cassette per pipistrelli) che consentono di aumentare i siti di rifugio e riproduzione; tale popolarità è esercitata come già detto, dalla possibilità che i pipistrelli contribuiscano a ridurre la presenza di molti insetti fastidiosi come le zanzare. Pertanto se vogliamo collaborare efficacemente alla protezione dei pipistrelli, dominatori delle notti nei nostri boschi e giardini ma anche dei nostri centri urbani, è fondamentale che gli esemplari feriti o in difficoltà arrivino ai centri di recupero della fauna attrezzati per accoglierli, senza tentare di alimentarli o curarli, per scongiurare conseguenze più gravi.

Il recupero dei pipistrelli, oltre a richiedere dedizione e precisione, è anche di difficile attuazione in quanto spesso le persone che li rinvengono somministrano latte vaccino o pane o altri alimenti inadatti a questi mammiferi insettivori, compromettendone le possibilità di recupero.

e.roncalli

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