Superstrada Seriate-Nembro-Cene La protesta arriva fino a Milano

Due pullman, oltre cento persone, tanti striscioni: il Comitato superstrada Seriate-Nembro-Cene ha portato per la prima volta la protesta a domicilio dell’Anas in quel di Milano. Idem per i sette combattivi sindaci (Eugenio Cavagnis per Nembro, Massimiliano Alborghetti per Scanzorosciate, Mario Morotti per Villa di Serio, Roberto Marchesi per Torre de’ Roveri, Domenico Piazzini per Pradalunga, Marco Oprandi per Fino del Monte e Gianfranco Gabrieli per Cerete), il presidente della Comunità montana Valle Seriana Bernardo Mignani, i due consiglieri provinciali della Margherita (Vittorio Milesi e Franco Cornolti, ex sindaco di Villa di Serio), il consigliere regionale Beppe Benigni (accompagnato dal segretario provinciale Maurizio Martina), Patrizio Fattorini della Cisl e Maurizio Gibellini per la Cgil.

Tutti a cercare di scardinare l’imperturbabilità del colosso delle strade, ottenendo in cambio le stesse identiche rassicurazioni dell’ultima volta. Ovvero, il tratto da Nembro a Cene aprirà a fine giugno 2006, la galleria di Montenegrone a primavera del 2007. Punto e basta.

Giuseppe Salerno, direttore nuove opere Anas, e Matteo Castiglioni, direttore dei lavori, hanno ricevuto una delegazione dei manifestanti, prima impegnati in un breve corteo. Comitato e sindaci sono andati all’attacco, con i due dell’Anas pronti a ribattere colpo su colpo. Colpisce l’assenza totale dei sindaci della Lega (non pochini dalle parti della Valle Seriana), partito del commissario straordinario per l’opera, Giacomo Stucchi. E forse non è un caso. Ad ogni modo il copione è di quelli consolidati. Da una parte sì l’elenco dei ritardi accumulati da anni ma anche la richiesta di voltare pagina per arrivarne ad una: «Ora basta ritardi, vogliamo date certe». Dall’altra l’elenco di tutte le interferenze e la promessa che la parola fine sarà scritta in due tranche: estate 2006 e primavera 2007.

(22/10/2005)

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